Il gioco da bere. Uno champagne abbinato al tema di ogni grande carro

Gusto e salute: i consigli del delegato Ais Versilia Claudio Fonio "Invito tutti a consumare alcolici di qualità e con moderazione".

A cominciare dalla "Coppa di Champagne", Carnevale e proibizionismo non sono mai andati d’accordo. Ma se la festa invita ad esagerare, l’Associazione Italiana Sommelier ricorda che è bene non farlo. Claudio Fonio, delegato Ais Versilia, anche quest’anno ha fatto il gioco dell’abbinamento degli champagne ai carri. Con l’auspicio che nel 2025 entrino in scena gli spumanti italiani, nel segno della qualità e non della quantità. "Perché si deve bere con moderazione, degustare senza esagerare".

In "Bla Bla Bar" della Famiglia Cinquini, col caprone che trangugia alcol, Fonio vede il proverbio "in vino veritas". "Niente di meglio dello champagne per liberare i freni inibitori. Per esempio Réserve Brut di Guy Charlemagne. Solo acciaio, naso avvolgente con sensazioni di frutto maturo tropicale, bocca di grande eleganza con una bollicina cremosa e ben integrata. Un prodotto da bere e ribere fino a quando avrà dato libero sfogo alle nostre verità interiori". Per "Va’ dove ti porta il cuore" di Jacopo Allegrucci, col romanzo di Susanna Tamaro, la spuma delle onde suggerisce "Apanage Blanc de Noirs della Maison Pommery, con pungenti accenni floreali di acacia legate e susine mirabelle. L’esplosione di freschezza vibrante riporta alla mente la spuma del mare". Fonio ricorda come Salvador Dalì, al centro del "Circo dei sogni" di Alessandro Avanzini, fosse un esperto di vini. "Sua la celebre frase “I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti”. La Cuvée Grand Eloge di Christian Bourmault è il giusto abbinamento. Chardonnay in purezza, vecchie vigne allevate nel cuore della Côte des Blancs, sapiente utilizzo dei legni. Cogliere le sfumature dello champagne è una forma d’arte come quella di Dalì".

Il T-Rex di Luca Bertozzi riporta alla vita un passato lontano: "Naturale l’abbinamento con lo champagne Gautherot. Le origini dell’azienda risalgono al 1695. Nella Grande Riserva sono assemblati i tre vitigni tradizionali della Côte des Bar, con l’aggiunta di una parte di vini provenienti da una riserva perpetua. Il potente Pinot Nero e la freschezza dello Chardonnay donano persistenza al gusto". Le molte possibilità di accostamento dello champagne di Pierre Leboeuf lo spingono verso "Octopus 5.0 La rivoluzione artificiale" di Luigi Bonetti, perché "regala un’overture di profumi agrumati integrati da sensazioni di frutti rossi e neri che sfociano in nuances speziate, per uno champagne variegato come gli usi dell’intelligenza artificiale". Il ragno di "Ascolta ragazzo…" dei Fratelli Breschi ha richiamato alla mente del sommelier l’echinacea, uno dei fiori che arricchiscono il bouquet del Brut Forget-Brimont: "Questo fiore perenne ricorda anche visivamente la forma dell’aracnide".

Ispirato anche l’abbinamento per Lebigre e Roger, "Svegl-I.A.!". "Il viaggiatore – spiega Fonio – viene destato, si alza, ma resta immerso nel suo mondo virtuale. Ci berrei Adn de Foudre di Christophe Mignon, chardonnay in purezza in cui i legni offuscano l’aspetto olfattivo e gustativo lasciando sotto una coltre di boiserie le sensazioni agrumate e fruttate che meriterebbero più pulizia". Per Carlo e Lorenzo Lombardi ("Il profumo delle rose nelle spine"), accanto al tema scabroso delle malattie mentali, ecco "lo champagne Larmandier-Bernier Terre de Vertus 2017: i soli lieviti indigeni in regime bio producono una personalità particolare come le persone a cui è ispirato il carro". Infine il cambiamento climatico di Roberto Vannucci: "Il colore della pelliccia del mammut porta alla Cuvée Rosé di Laurent-Perrier. Colore rosa carico, naso generoso con note fruttate di fragola e ciliegia, accenno agrumato e richiami minerali. Ingresso di struttura, come il corpo del soggetto del carro, grazie ad una minima presenza tannica che ben presto scopre due zanne taglienti formate da freschezza e sapidità che rendono piacevole e persistente la beva". Prosit.