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I cittadini vincono il ricorso al Tar. Il capannone del padel va rimosso

Contestata la legittimità anche sul profilo paesaggistico. "L’impianto non poteva essere realizzato". I residenti a Focette: "Ci toglie la vista delle Alpi". Probabile appello al Consiglio di Stato della proprietà.

Il capannone dell’impianto sportivo realizzato a Focette dalla “Sentinel group“ di Milano in un vasto terreno incastonato tra l’Aurelia e via Cavour

Il capannone dell’impianto sportivo realizzato a Focette dalla “Sentinel group“ di Milano in un vasto terreno incastonato tra l’Aurelia e via Cavour

A un anno dalla partecipata inaugurazione, sul centro sportivo realizzato a Focette si abbatte una brutta “tegola“ giudiziaria. Il Tar ha dato infatti ragione ai cittadini che abitano nelle case confinanti, lato mare: secondo i giudici il capannone per il padel non risponde ai canoni urbanistici e paesaggistici e pertanto va annullata la delibera di giunta che aveva dato il via libera alla sua costruzione. Immaginarsi la soddisfazione dei cittadini che avevano presentato ricorso contestando il fatto che il manufatto ha tappato la visuale delle Alpi Apuane oltre ad altri elementi come la luce e l’aria. La sentenza è stata pubblicata ieri ed è il seguito dell’udienza avvenuta a Firenze a fine settembre. Alla “Sentinel group“ di Milano, proprietaria del centro sportivo realizzato tra l’Aurelia e via Cavour, non resta che valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato per ribaltare l’esito del primo grado.

Difesi dagli avvocati Fabrizio Pelletti con studio a Pietrasanta e David Benedetti e Francesco Gesess con studio a Firenze, i proprietari delle case limitrofe al capannone avevano cominciato a preoccuparsi nell’aprile 2023 quando partì la costruzione del capannone a poca distanza dalle loro case. Il manufatto, inserito nel nuovo impianto sportivo polivalente realizzato nell’area dell’ex Tennis club Focette per un totale di 8mila metri quadri, accoglie quattro campi di padel (in aggiunta a quelli esterni lato Aurelia) ed è alto 10 metri. Ragion per cui i cittadini hanno fin da subito contestato la legittimità dell’intervento approvato a suo tempo dal Comune, decidendo di impugnare la delibera di giunta del 2023 con un apposito ricorso al Tar. Secondo loro infatti, essendo il capannone a ridosso delle abitazioni ne pregiudica la visuale panoramica, anche in direzione delle Apuane, oltre ad essere incoerente con il pregio paesaggistico dell’area, che tra l’altro è vincolata. "L’assunto – scrive nella sentenza il collegio presieduto dal giudice Luigi Viola – è convalidato dall’ampia documentazione fotografica, la quale attesta come la copertura dei campi da padel determini una sicura perdita non solo di visuale, ma anche di luce aria a carico delle abitazioni poste a brevissima distanza dal manufatto".

In attesa di future mosse da parte della “Sentinel Group“ (avrà 6 mesi di tempo per ricorrere al Consiglio di Stato), esultano anche i legali dei cittadini: "Il collegio ha accolto il ricorso in merito a tre elementi: la non conformità urbanistica del progetto nella parte legata al capannone, la non adeguatamente motivata valutazione sotto il profilo paesaggistico e la mancanza anche formale di un titolo edilizio non essendoci stata alcuna valutazione del progetto da parte degli uffici tecnici comunali".

Daniele Masseglia