Una guardia giurata è stata aggredita e malmenata a Lido durante l’orario di lavoro
Una guardia giurata è stata aggredita e malmenata a Lido durante l’orario di lavoro

Lido di Camaiore, 14 novembre 2018 - Aggredito, pesantemente minacciato e picchiato durante il turno di lavoro. Il motivo? Nessuno in particolare. E’ la nottata di pura follia vissuta tra sabato e domenica, a Lido di Camaiore, da una giovane guardia giurata. Che se l’è cavata, se così si può dire, con 28 giorni di infortunio. «Mi trovavo di fronte all’hotel La Terrazza di Lido, in via Roma Imperiale – racconta –, ero lì per fare un passaggio di controllo. Quando sono uscito, è arrivata una macchina a tutta velocità: il passeggero mi ha urlato qualcosa dal finestrino, mentre il guidatore ha iniziato a suonare il clacson a tutto volume. A quel punto mi sono avvicinato al finestrino, lato guidatore, per capire se fosse successo qualcosa. E il ragazzo seduto sul lato passeggero è sceso e mi ha aggredito, anche mettendomi le mani addosso, dicendo che non mi dovevo permettere di chiedere niente visto che non sono né un poliziotto, né un carabiniere. Mi ha detto a più riprese che mi avrebbe sfilato la pistola e mi avrebbe sparato».

Ben presto la situazione degenera. «C’è stata una colluttazione, mi ha dato un calcio nello stomaco. Io l’ho strattonato per la camicia, ma lui si è divincolato e mi ha dato un pugno». Nel frattempo, l’altro ragazzo rimaneva in macchina. «Sono arrivate delle persone, una coppia, e sono rimaste lì pietrificate – continua la guardia giurata –; sono loro che hanno chiamato i carabinieri. Io dopo il pugno sono caduto e ho perso per un attimo i sensi. Poi mi sono rialzato e ho tirato fuori il telefono per fotografare la targa; l’aggressore ancora in macchina ha provato ad investirmi ma l’ho scansato, e lui ha proseguito lasciando lì il compagno che nel frattempo mi voleva togliere il cellulare e continuava a minacciarmi, dicendo che mi avrebbe ammazzato. Alla fine è riuscito a sfilarmi il cellulare e abbiamo continuato a litigare perché volevo che me lo restituisse. Eravamo quasi a ridosso della via Italica quando l’altro, che aveva portato via la macchina, mi ha attaccato alle spalle».

Preso tra due aggressori, il ragazzo viene malmenato. «Mi hanno trascinato per la via Italica prendendomi a pugni. A un certo punto ce l’ho fatta a sganciarmi, ho fatto vedere che aprivo la fondina dell’arma in dotazione e finalmente sono scappati». L’aggressione è durata diversi minuti e la guardia giurata è riuscita a tracciare un identikit dei due ragazzi. «Sono giovani, sui 30 anni, con accento della nostra zona. Non credo fossero ubriachi, ma mi sembravano in qualche modo esaltati. Erano vestiti bene e viaggiavano su una Range Rover nuova».

La mattanza è terminata poco prima che arrivare la gazzella dei carabinieri. Il giovane è stato accompagnato da un collega al pronto soccorso dove sono stati riscontrati lussazione di un dito, trauma facciale e abrasione alla cornea dell’occhio destro, oltre a dolori vari. Intanto ha sporto regolare denuncia, assistito dall’avvocato Daniele Nisini di Camaiore. «Se qualcuno avesse visto qualcosa e volesse farsi vivo, può contattare l’avvocato», l’appello della guardia giurata. Che oggi si sente «arrabbiato e nervoso», comprensibilmente. «E la cosa folle – conclude – è che sarebbe potuto capitare a chiunque».