Carabinieri in una foto di repertorio
Carabinieri in una foto di repertorio

Viareggio, 8 luglio 2019 - Da perla del Tirreno a giungla senza legge. Oltretutto ai primi di luglio, con tanti cari saluti al ritorno d’immagine in un momento già di per sé poco felice per il turismo. Per il terzo giorno consecutivo, Viareggio si è trasformata in un Far West. Dopo l’aggressione al bar Italia e quella al Terminetto, stavolta è stato il Vialone della Darsena il teatro dell’ennesimo atto di violenza da parte di un nordafricano che ha seminato il panico, danneggiando una serie di auto e ferendo alla schiena una ragazza con un coccio di ceramica.

Siamo fuori da un noto locale del viale Europa, poco prima delle 3 nella notte tra sabato e domenica. E’ il primo fine settimana di luglio e la movida si è finalmente accesa. Tra chi ha scelto di andare a ballare c’è anche A.C., di Piano di Mommio, con la sua ragazza. «Siamo usciti dal locale e siamo andati verso la macchina – racconta – Appena saliti, ho sentito un rumore di vetri in frantumi. Mi sono girato e ho visto che il finestrino appena sopra lo specchietto era distrutto». Spaccato dal maghrebino con una bottigliata. «Poco prima aveva sfondato il vetro della bauliera di una macchina da cui erano appena usciti alcuni ragazzi e ragazze – continua A.C. – per rubare le borse che avevano lasciato nell’auto. Ma i buttafuori del locale se n’erano accorti e si erano mossi per andargli contro».

A quel punto, non pago di quanto già fatto, il nordafricano ha dato in escandescenze. «Per tenere lontani i vigilantes, ha cominciato a lanciare contro il locale qualsiasi cosa gli capitasse sotto mano: bottiglie di vetro, sassi e cocci di ceramica. Una delle bottigliate mi ha sfondato il finestrino, mentre con un coccio ha centrato alla schiena una ragazza che ha dovuto farsi soccorrere all’interno del locale».

Il bersagliamento è andato avanti per pochi minuti: appena ha visto le luci lampeggianti di un’auto dei carabinieri, prontamente accorsi fuori dal locale, il maghrebino si è dato alla fuga. Lasciandosi alle spalle le tegole dei gabbiotti dell’Enel che ha strappato via e si è tirato dietro per scoraggiare l’inseguimento. Una volta arrivato in spiaggia, al buio, ha fatto perdere le sue tracce.

«Sono cose che d’istinto ti porterebbero ad intervenire – conclude A.C. – ma poi ti rendi conto che a volte è solo questione di un’inezia e rischi di rimetterci. Come la ragazza colpita alla schiena... pochi centimetri più in alto, e l’avrebbe presa in testa».