Fuori dagli aiuti statali: "Ma c’è la disponibilità del Governo di Roma". Serve un’integrazione

Lo ha detto il Governatore Eugenio Giani ieri in consiglio regionale. Il consigliere Baldini chiedeva di includere Torre del Lago e la costa. "La risposta è insoddisfacente: la Toscana ha comunque risorse sue".

Fuori dagli aiuti statali: "Ma c’è la disponibilità del Governo di Roma". Serve un’integrazione
Fuori dagli aiuti statali: "Ma c’è la disponibilità del Governo di Roma". Serve un’integrazione

I ponteggi sono cresciuti in fretta nell’ultimo isolato del viale Marconi a Torre del Lago, dove le imprese edili sono a lavoro da giorni per riparare le voragini che la sera del 30 ottobre il dowburst, piombato all’ora di cena sulla frazione, ha aperto sulle teste di una ventina di famiglie, danneggiando o scoperchiando tetti, e anticipando la devastazione che, pochi giorni dopo, il ciclone Ciaran avrebbe poi lasciato su gran parte della Toscana. Con piogge straordinarie ed esondazioni nell’entroterra della Regione, e con una mareggiata storica sulle coste della Versilia che ha investito, e allagato, numerosi stabilimenti balneari. Alzata dal vento di libeccio che ha soffiato con raffiche fino a 90 chilometri orari, che hanno spogliato serre e coltivazioni, abbattuto alberi.... Ma da tutti i sette comuni, tra frane, smottamenti, problemi più o meno gravi alle abitazioni e alle imprese, i sindaci hanno dichiarato danni ingenti nel corso del primo incontro con la Provincia di Lucca per poter accedere ai “ristori“.

Pratica che però prenderà una strada diversa rispetto a quella delle cinque province più colpite, Firenze, Prato, Pistoia, Livorno e Pisa, incluse nello stato di emergenza nazionale dichiarato dal Capo della Protezione Civile e per cui sono stati stanziati 5milioni di euro. "Per sgomberare il campo da ogni equivoco – ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani, nel corso del primo consiglio regionale post calamità – avevo chiesto che venissero incluse nel decreto di emergenza anche le province di Lucca e Massa". E in un primo momento "il Capo della Protezione Civile Curcio e il ministro Musumeci mi avevano dato la disponibilità". "In una fase successiva ho visto che il decreto comprendeva cinque province", perché "per queste i danni sono evidenti nella loro drammaticità, mentre – ha spiegato Giani – per le altre due viene chiesto che le Province ed i Comuni interessati offrano alla direzione della Protezione civile elementi più motivati affinché possa essere integrata l’ordinanza. Quindi se questi elementi vengono offerti, e sono consistenti, l’ordinanza potrà essere ampliata".

La precisazione del presidente della Regione è arrivato a seguito di un’interrogazione presentata del consigliere regionale della Lega Massimiliano Baldini, che chiedeva di includere, con un provvedimento retroattivo, anche Torre del Lago nello decreto di emergenza. Ma "Le dichiarazioni del presidente Giani – commenta Baldini – sono insoddisfacenti. In quanto ha tralasciato di dire che esiste uno stato di emergenza regionale che lui stesso ha firmato, e che prevede l’assegnazione dei finanziamenti nei limiti delle risorse disponibili sul bilancio regionale al fine di fronteggiare l’emergenza". Pertanto, "la Regione non può limitarsi a rimettersi al piano nazionale ma deve operare anche con le proprie risorse". Secondo il leghista "Il presidente Giani deve quindi, in prima persona, provvedere ad estendere gli effetti del decreto di stato di emergenza regionale a chi come a Torre del Lago ha subito I danni fra il 30 ed il 31 ottobre e deve provvedere in forza della legge regionale, ancora prima di attendere i provvedimenti del Governo, a svolgere la ricognizione dei fabbisogni, attivandosi per le prime misure economiche di immediati sostegno al tessuto economico e sociale".

Martina Del Chicca