Il post-denuncia su Facebook del giovane
Il post-denuncia su Facebook del giovane

Viareggio, «Oggi ho visto una cosa molto brutta, che mi ha portato tanta tristezza». Inizia così il racconto-denuncia di un giovane ragazzo toscano, Francesco Moncini, che sul suo profilo Facebook ha raccontato un episodio avvenuto a Capodanno. «Ero in Passeggiata a Viareggio e stavo camminando, quando è successo qualcosa di inumano, direi spaventoso. L’uomo che serviva le bibite di un pubblico esercizio, che non so se sia il proprietario o un dipendente, si è rivolto a una donna di colore con queste parole: “Tornatene al tuo paese”. A voce alta, davanti a tanti clienti, proseguendo poi con altri insulti». Anche il giovane si è sentito in dovere di intervenire, dicendo all’esercente di smettere e vergognarsi. «Mi ha rispoto di avere tutte le ragioni per portare avanti il suo sproloquio – prosegue il giovane – indegno e lontano da qualsiasi forma di azione definibile umana. Mi ribolle il sangue, gli dico di vergognarsi, fermo dei passanti e gli spiego cosa è accaduto, chiedo loro cosa ne pensino, sempre davanti al bullo di quartiere. Ma non è ottenuto nessuna risposta.

La folla mi osserva, e dopo trenta secondi me ne vado: silenzio. Della donna non so più niente, non la vedo più, probabilmente se n’è andata via, ferita da tali bestialità, portando una grande sofferenza nel cuore. Questo non è il mio paese, questa non è la vera Italia, questo non rappresenta ciò che sono, né ciò che una comunità possa aspirare a essere. Questa è violenza, è paura, è viltà, è cattiveria. Ogni insulto, offesa e sopruso viene avvertito come lecito e forse anche necessario. E’ pericoloso che un fatto del genere non incontri una reazione, che passi inosservato: l’indifferenza spesso è partecipazione. Credo che essere cittadini significhi difendere gli altri nel momento del bisogno, mettendosi in gioco per far sentire che ci siamo». Il racconto del ragazzo ha ricevuto tanti consensi sui social.