Esame di maturità 2024. La prova d’italiano. Le scelte degli studenti delle scuole viareggine

Ieri mattina gli alunni si sono cimentati nella scrittura del tema. Erano sette le tracce, dall’analisi poetica a quella argomentativa. Vediamo cosa hanno fatto gli allievi del Liceo Classico e Scientifico.

Esame di maturità 2024. La prova d’italiano. Le scelte degli studenti delle scuole viareggine

Esame di maturità 2024. La prova d’italiano. Le scelte degli studenti delle scuole viareggine

VIAREGGIO

Sono gli ultimi ripassi, gli ultimi rintocchi di campanella e le ultime prove, almeno tra i banchi di scuola, quelle che gli studenti e le studentesse, ad un passo dalla Maturità, stanno affrontando in questi giorni. A partire dalla prima prova d’italiano, tenutasi ieri, con la possibilità, per i maturandi, di scegliere tra sette tracce, dall’analisi del testo al testo argomentativo.

"Ho scelto la traccia in cui veniva ripreso un testo dal libro di Mattiot sull’importanza del silenzio e il suo utilizzo. È quello che mi ha ispirato di più e mi ha permesso di parlare più liberamente- racconta Davide Palla, il primo ad uscire dal Liceo Scientifico Barsanti e Matteucci con in tasca due corni e come sfondo del telefonino il santino di Venditti per scacciare la sfortuna - Ho strutturato un discorso personale su come il silenzio possa porre l’accento su determinati argomenti, con collegamenti, tra cui il discorso “I have a dream“ di Martin Luther King, in cui c’è un uso del silenzio interessante. La prova di matematica è quella che fa più paura, la preparazione è stata tanta, ma finché non avremo la prova sotto mano non lo possiamo sapere". Sulla traccia “b3“, sull’importanza del silenzio, si è concentrata anche Matilde Lemmetti, della 5AL del Liceo Carducci. "Ho fatto riferimento a Sartre che vedeva il silenzio come un’indifferenza scelta, quindi partecipante al dialogo - racconta Matilde - E anche all’importanza del pensiero del dialogo, mentre parliamo, perchè altrimenti diverrebbe un flusso di coscienza, come usato dagli scrittori inglesi. Vediamo come andrà anche l’orale, per cui ho un pochino più ansia. Forse perché sei più visibile: devi intrattenere ed interessare".

Testi argomentativi ed espositivi, dal tema dell’elogio dell’imperfezione di Rita Levi Montalcini all’arma atomica di Galasso, che sembrano essere stati tra i più scelti dagli studenti.

"Ho optato la traccia sull’imperfezione nella società contemporanea - dice Davide Lazzarini della 5G del Liceo Scientifico- Sono partito dalla seconda guerra mondiale e l’idea di razza perfetta, fino ad arrivare ai riferimenti anche artistici, come a Monet che, nonostante il tremolio delle mani, è diventato pittore. Avevo più ansia per questa prova che per la seconda, che sarà forse più faticosa ma per cui mi sento più sicuro". "Sono partito da un confronto tra perfezione e imperfezione, spiegando il significato di entrambe e, da lì, ho sviluppato l’idea di imperfezione come raggiungimento della perfezione, perché nessuno nasce perfetto e l’imperfezione è la via principale verso la perfezione. Penso sia il tema migliore che ho scritto in 5 anni", racconta Giacomo Giunta, compagno di classe di Davide. Così come anche Sara Tazioli, che ha optato per la stessa traccia: "Ho intitolato il tema “La pluralità e la perfezione dell’imperfezione“, portando esempi nel mondo del lavoro e anche dell’estetica, proprio perché l’imperfezione è relativa. Pensavo sarebbe uscito qualcosa sull’intelligenza artificiale, ma in generale penso sia andata bene. Non mi aspettavo di essere così tranquilla".

"La mia scelta è stata la traccia di Galasso sull’arma atomica. L’ho legata a livello storico con l’operazione Manhattan di Oppenheimer e, poiché parlava anche della “pace“ tra due nazioni per evitare il male peggiore, anche al pessimismo di Leopardi - racconta invece Lorenzo Loi, della 5AL del Carducci -. Ero molto ansioso ma penso sia andata bene".

Ma c’è anche chi, da Pirandello a Ungaretti, ha preferito cimentarsi nell’analisi e interpretazione del testo letterario, come Christian Brocchini del Liceo Scientifico e Francesca Gabrielli del Liceo Classico. "Ho scelto Ungaretti, che un po’ ci aspettavamo, perché era una poesia più facile da capire e come produzione finale chiedeva di argomentare la sofferenza e la guerra nella letteratura e nell’arte", dice Christian. "Ho optato per l’analisi del testo di Pirandello tratto dai Quaderni di Gubbio, sul progresso e lo sviluppo tecnologico - racconta invece Francesca- L’ho riletto 40 volte, e ora mi preparo per lo scritto di tedesco, che ci ha preso alla sprovvista perché pensavamo tutti uscisse inglese. Studio, faccio il mio...e prego".

Gaia Parrini