Eccellenze cittadine. Premio internazionale allo studio Gumdesign

Gli architetti viareggini hanno elaborato un progetto per la ditta Savema. Una giuria qualificata lo ha selezionato lodando la semplicità dell’allestimento.

Lo studio viareggino Gumdesign di Gabriele Pardi e Laura Fiaschi ha ricevuto un altro importante premio internazionale, il New Best Communicator Award assegnato nell’ambito della 57esima edizione di Marmomac, la manifestazione del settore lapideo più importante al mondo. I premi sono stati consegnati da una giuria internazionale presieduta da Aurelio Chinellato, architetto e docente, Guilherme Amorozo, Editor In Chief di Casa Vogue Brasil, Craig Copeland, architetto e designer americano dello studio Pelli Clarke & Partners di New York, Simona Finessi, founder di Platform Network e Andrea Mancuso, founder e designer di Analogia Project, che ha visionato i padiglioni e decretato i vincitori.

Per la categoria Design Italia il premio è stato assegnato al progetto di Gumdesign per l’azienda pietrasantina Savema Spa con la seguente motivazione: "L’allestimento è una semplice e perfetta celebrazione del prodotto: il principio si basa sullo studio di una struttura portante metallica, replicabile e modulare, che permette di esporre composizioni di marmo e altri materiali senza ripetersi creando delle sovrapposizioni. La possibilità di attraversare fisicamente gli elementi coinvolge il visitatore in un momento esperienziale. L’approccio ha una natura teatrale giocando sulle quinte e sui chiaroscuri generati da un sapiente utilizzo delle luci. L’insieme pone coerenza tra la progettazione e l’elemento presentato esaltando il punto di vista variabile".

"La nuova traiettoria imprenditoriale di Savema, che coincide con la definizione di un catalogo aziendale rivolto alle Superfici di Architettura, ha richiesto una traiettoria progettuale, produttiva e di comunicazione del prodotto che sostiene l’innovazione e la ricerca di superfici in marmo contaminate da materiali complementari – raccontano Laura Fiaschi e Gabriele Pardi, fondatori dello studio Gumdesign –. Lo spazio espositivo diventa dunque narrazione, racconto tridimensionale del processo metodologico. Un contenitore aperto che accoglie cinque portali in metallo naturale e generati da semplici pieghe diventa “libro” e “pagine” da leggere; sono “porte attraverso le quali passare, percorrere un viaggio” alla riscoperta della tradizione e della contemporaneità, della ricerca e dell’innovazione, del recupero e della sostenibilità, del linguaggio e del segno grafico bidimensionale e tridimensionale.

All’interno dei portali (le pagine) la “scrittura” (le collezioni) scolpita nel marmo grazie a tecnologie avanzate e a fasi di realizzazione spesso interrotte, non finite ma lasciate naturali".

Un viaggio tra tecnica e poesia, concretezza e sogno per restituire al visitatore la consapevolezza di un percorso metodologico attento e sensibile alla materia.