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Divieto di balneazione. Terza volta in tre mesi

Sforati di nuovo i parametri alla foce del fosso Fiumetto. Insorgono i balneari e il Pd. "Basta, il problema va risolto".

Divieto di balneazione. Terza volta in tre mesi

Era successo ad aprile dopo le forti piogge. Poi a maggio per un episodio simile. Ora il tris, ma con un sole che spacca le pietre. Le acque del fosso Fiumetto sono di nuovo inquinate, a causa soprattutto di un parametro, e pertanto il sindaco Alberto Giovannetti ha dovuto firmare la terza ordinanza in tre mesi vietando la balneazione "in una zona che non rientra tra quelle assegnatarie della ’Bandiera Blu’", come precisano dal Comune. In base alle analisi eseguite sabato da Arpat, lo sforamento maggiore riguarda il parametro escherichia coli, risultato pari a 771 Mpn ogni 100 millilitri (il limite consentito è 500), mentre gli enterococchi intestinali sono risultati pari a 216 Mpn (il limite consentito è 200).

Le controanalisi sono attese stamani, il che fa pensare a un altro divieto-lampo. Ma la perplessità è tanta. "Non è nemmeno un periodo di piogge: evidentemente – dice Francesco Verona, presidente del Consorzio mare Versilia – c’è qualcosa che non va. Bisogna agire per capire cos’è che non funziona, ma va fatto ora e non ad ottobre. C’è qualcosa che va direttamente nel fosso Fiumetto e fa sballare i valori. A Motrone se non piove va tutto bene, vuol dire che dopo il divieto di aprile la situazione è migliorata. A Fiumetto invece è successo altre due volte". La pensa così anche il consigliere Pd Nicola Conti: "Ennesimo divieto a Fiumetto, ma stavolta non possiamo neppure dare la colpa alle piogge. Anche se fosse, il problema non è l’acqua dal cielo ma quella che scorre nel fosso: fognature obsolete che drenano nel terreno, scarichi civili non collegati alla rete pubblica o, peggio ancora, abusivi, depuratori depotenziati, fluttuazioni turistiche che mandano in crisi il sistema. Serve una soluzione unica e lungimirante".

d.m.