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Casa Abis e le dinamiche di coppia : "Esorcizziamo stereotipi con ironia"

Domani sera il duo formato da Gabriele Abis e Stella Falchi porterà alla Versiliana lo show firmato Ruffini

Domani sera il duo formato da Gabriele Abis e Stella Falchi porterà alla Versiliana lo show firmato Ruffini

Domani sera il duo formato da Gabriele Abis e Stella Falchi porterà alla Versiliana lo show firmato Ruffini

Sono i Sandra e Raimondo del web, Gabriele Abis e Stella Falchi, in arte “Casa Abis“, coppia nel lavoro e nella vita, e che, proprio sulla vita e le situazioni di coppia, hanno creato i loro contenuti social e il loro spettacolo teatrale che arriva, domani, sul palco dello Spazio Caffè del Festival La Versiliana.

Com’è nata l’idea social di Casa Abis?

Gabriele: "Nasce nel 2021, quando abbiamo deciso di sfruttare la nostra capacità artistica e recitativa in funzione dei social, creando video comici di coppia su diverse piattaforme. All’inizio è stato per gioco, noi facevamo teatro impegnato, insegnavamo recitazione e danza, ma abbiamo provato a sfruttare i social con il tema di coppia con autoironia e leggerezza, in situazioni estremizzate e anche esorcizzate dagli sketch, in cui quasi tutte le persone si rivedono".

Lo spettacolo vede la regia di Paolo Ruffini, com’è stato collaborare con lui?

Gabriele: "È stato il primo nel settore social che ha creduto in noi, ha visto le nostre capacità e ci ha dato la possibilità di fare delle date a teatro. Speriamo che possa firmare altrettanti nostri spettacoli".

Provenite dal teatro classico e ora portate sul palco dei contenuti sviluppati sul web. Che sia un nuovo tipo di teatro?

Stella: "Noi portiamo sketch comici, ma è teatro puro. Anche il teatro contemporaneo ha un linguaggio diverso, ma gli schemi sono arcaici: c’è sempre un pubblico che fruisce e il messaggero è sempre quello dall’alba dei tempi. Avendo studi classici la comunicazione a teatro per noi è più semplice, abbiamo adattato reel comici allo schema del dialogo, del monologo e su questi schemi abbiamo creato lo spettacolo".

Il teatro classico, invece, è sempre più lontano dai giovani?

Stella:"Purtroppo sì. Non si è più abituati ad andare a teatro, e chi ci va lo fa se spinto da interesse personale, se ha una motivazione, che può essere la presenza dell’attore o attrice preferiti".

Gabriele: "Strehler diceva che se il teatro non è rivelatore dell’umanità, il pubblico diserta le sale. Questo rispecchia il teatro contemporaneo: ha difficoltà a portare il pubblico in sala, perché non rispecchia il bisogno del pubblico. Il teatro è diventato come il museo, ci si va non per amore dell’arte, quello, lo fanno gli addetti ai lavori, ma per un’esperienza, un evento".

I vostri eventi, e sogni, del futuro?

Stella: "Una sitcom stile Vianello, ma sogniamo anche il cinema. A livello televisivo avremo forse belle novità a fine anno, a livello teatrale anche. Speriamo di continuare così".

Gaia Parrini