Piano Operativo approvato dopo una seduta esplosiva di consiglio comunale. Dove è andato in scena il copione previsto, anche con un pizzico di suspance: le attese scintille tra l’ex di maggioranza Enrico Ghiselli e il sindaco Bruno Murzi, l’approvazione del documento sul filo di lana e la richiesta finale dello stesso Ghiselli se vi fosse qualche consigliere incompatibile al voto. Lanciando così una sorta di intuitivo sequel alla vicenda. E comunque un ’secondo atto’ ci sarà visto che Amo Forte depositerà un esposto alla Corte dei zperché sia verificata l’azione di governo e un possibile danno erariale riguardo l’acquisizione e la demolizione della Greppia, il suo legame con la Teti e il diverso trattamento riservato all’osservante proprietario di entrambi gli edifici, rispetto ai comportamento tenuto in occasione di altre osservazioni".
La seduta si è aperta col vice Andrea Mazzoni che ha pacatamente illustrato la bontà del Piano "a impatto zero", poi Ghiselli
ha rivendicato la sua richiesta di extra oneri per la trasformazione della Teti in 3 appartamenti e contestando la presunta ’sparizione’ di un tratto di pista ciclabile su via Vico (da via XX Settembre a via Provinciale). Apriti cielo. Il sindaco ha sventolato progetti dell’allora assessore ai lavori pubblici, sottolinenado il suo voto favorevole al mutamento della Teti. "Non mi meraviglio più ormai del consigliere Ghiselli - sottolinea il primo cittadino - che fino a due settimane fa ha lavorato attivamente all’interno dell’amministrazione e ora adombra possibili conflitti di interesse sulla votazione del Piano da parte di consiglieri di maggioranza: è da un punto di vista politico, scorretto ed irricevibile. L’azione di Ghiselli, seguita a ruota dalla titubante presa di posizione del capogruppo di Amo Forte, è assurda ed immotivata. Con la mia maggioranza andremo avanti compatti nonostante questi tentativi di destabilizzazione che non rappresentano un buon esempio di politica". "Purtroppo Murzi trascinato dall’ira per la mia posizione critica – dice Ghiselli – non comprendeva che contestavo la “sparizione“ di una pista ciclabile che era da 20 anni nello strumento urbanistico precedente. Ma ancor più strana è stata la conclusione del consiglio comunale in cui la dichiarazione di voto della maggioranza non è stata fatta dalla capogruppo Elisa Galleni ma dal vicesindaco Mazzoni che, non essendo consigliere e non eletto ma nominato dal sindaco, non potrebbe rappresentare il gruppo Noi del Forte". Netta contrarietà al Piano da Amo Forte. "Questo Piano – motiva – è pura matematica e distribuzione di volumi e superfici in risposta alle esigenze di alcuni e a discapito di altri. Un’urbanistica attuale e attenta alle necessità future, deve cominciare dall’ambiente; poi occuparsi di viabilità e traffico e degli spazi fondamentali per la vita della comunità tutelando soprattutto i luoghi identitari del paese. Questo Piano tradisce le ambizioni e la dialettica trionfalistica del sindaco, ignorando completamente il tema dello spopolamento"
Francesca Navari