
Blitz gasolio della Finanza. Una denuncia per frode
Benzina: in atto controlli a tappeto da parte della guardia di finanza. Che non solo ha individuato complessivamente 14 distributori non in regola, ma ha pure denunciato per frode il titolare di una società che vendeva diesel non a norma. I militari del comando provinciale di Lucca hanno infatti eseguito un controllo nei confronti di una società di Pietrasanta specializzata nel commercio al dettaglio di carburanti per autotrazione: una verifica mirata non solo a garantire il corretto assolvimento degli obblighi impositivi, ma anche il regolare funzionamento dei sistemi di erogazione, la qualità del prodotto venduto e la trasparenza dei prezzi al consumatore. Le Fiamme Gialle del Gruppo Viareggio hanno effettuato anche il prelevamento di campioni dei prodotti energetici commercializzati, in particolare benzina senza piombo e gasolio, al fine di sottoporli ad analisi per rilevare eventuali irregolari miscelazioni con altre sostanze esenti o soggette ad una minore imposizione fiscale.
Infatti l’esito delle analisi ha fatto riscontrare una non conformità del campione di gasolio prelevato in ordine al grado di infiammabilità, risultato notevolmente inferiore al limite previsto dalle
vigenti normative. Tale carburante è risultato, quindi, sprovvisto dei requisiti necessari alla commercializzazione come prodotto per autotrazione e il titolare della società è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio. L’irregolarità contestata si somma ad una simile già riscontrata, a febbraio di quest’anno, nei confronti di un altro distributore di carburante lucchese. Il corpo, da inizio anno, ha intensificato l’attività di prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti più insidiosi nel settore carburante, compresi quelli che, attraverso l’utilizzo di prodotti petroliferi non di qualità, possono determinare rischi sia per l’ambiente che per la sicurezza della circolazione stradale. Complessivamente, sono 72 i controlli svolti nei confronti di distributori stradali in provincia, di cui 14 sono risultati irregolari (principalmente, per le mancate comunicazioni obbligatorie al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, cioè per la non esposizione dei prezzi medi).
Francesca Navari