TOMMASO
Cronaca

Basta lamenti. La corsa rosa porta miliardi

Il Giro d'Italia vale 2 miliardi di euro e porta benefici economici ai territori interessati. Gli spettatori lasciano in media 121 euro al giorno e un'analisi delle celle telefoniche rivela che il 39% assiste lungo le strade della tappa. Un'opportunità da cogliere per gli operatori.

Strambi

Eppure c’è chi si lamenta. E a farlo, cosa che sorprende, sono proprio coloro che più di tutti dovrebbero sorridere e ringraziare chi, investendo poche centinaia di migliaia di euro, ottiene un risultato per il quale forse non basta una campagna pubblicitaria milionaria. Ma tant’è. Comunque non perdiamoci. Anzi, lasciamoli perdere nel loro frignare. Il perché è presto detto. E a rivelarlo, appunto, sono i numeri. Quelli elaborati dalla Banca Ifis sulla base dei risultati dell’ultima edizione. Ebbene la corsa rosa vale due miliardi di euro: 0,6 miliardi vengono spesi immediatamente nei giorni della gara (si tratta dell’8% del valore totale annuo del turismo sportivo nel nostro Paese), 1,4 miliardi arrivano da chi torna dopo il Giro o dai ricavi originati da investimenti in infrastrutture. Ciascuno spettatore lascia in media 121 euro al giorno sul territorio, investendo fino a 287 euro per spostarsi, soggiornare e mangiare sui tracciati delle tappe iconiche. La dimensione media del gruppo organizzato sfiora le tre persone mentre il 34% degli spettatori sceglie di effettuare almeno una notte di pernottamento nelle aree interessate dalla gara. Per avere un impatto analogo un Comune dovrebbe pagare una campagna (spot, inserzioni pubblicitarie sui media, incursioni sui social network, presenze nelle fiere) come minimo un paio di milioni di euro (per un prodotto basic). Ma il dato più interessante è il primo. Solo 0,6 miliardi vengono spesi nei giorni del passaggio della carovana rosa. I due terzi arrivano dopo. E qui sta agli operatori (albergatori in primis) saper cogliere l’opportunità. Ma c’è di più. Dall’analisi delle celle telefoniche (presenze sul posto di oltre 30 minuti) si scopre che il 39% dei 2,1 milioni di spettatori del Giro ha scelto di assistere lungo le strade della tappa, il 32 % alla partenza e il 16% all’arrivo. Ecco, forse, è il caso di rimboccarsi le maniche e iniziare a pensare cosa fare per intercettarli e accoglierli. I lamenti, per cortesia, lasciamoli a chi soffre davvero.