Barbara Canova: "I temi etici per me non sono negoziabili. Basta con la demagogia"

Battesimo di fuoco in Comune per la nuova consigliera della Lega. Il primo scontro è sulla mozione contro la violenza di genere . "Con gli stereotipi si vuole far passare la teoria gender nelle scuole".

Pronti, via. Neanche il tempo di sedersi tra i banchi del consiglio comunale che Barbara Canova, appena subentrata alla dimissionaria Barbara Paci (ex candidata sindaca del centrodestra e consigliera comunale tra le file di Fd’I), si è trovata gettata nella mischia. È accaduto una settimana fa in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale. Tra le mozioni all’ordine del giorno c’era quella relativa alle azioni per “promuovere la parità di genere come strumento di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne“. E Barbara Canova, da ex nuotatrice agonistica, si è tuffata senza pensarci un attimo.

Il suo è stato un battesimo di fuoco. Cos’è successo?

"Gli altri consiglieri della Lega mi hanno detto che sono tematiche che io seguo da anni. Così non mi sono tirata indietro nonostante fosse il mio primo consiglio. Le cose che stavo dicendo tenevo a dirle. Anche se non sono riuscita a finire l’intervento".

Non era meglio accettare la proposta di una sospensione fattale dalla presidente Paola Gifuni e provare ad arrivare ad un testo condiviso?

"Noi volevamo proporre due emendamenti alla mozione. Il contenuto era e resta sacrosanto. Ma il testo presentato dalle liste della maggioranza e dal Pd presentava delle criticità. Soprattutto di linguaggio, là dove si parlava di stereotipi di genere".

Ma lei ha chiesto di emendare la parola “genere”?

"La questione è più complessa. E riguarda il tipo di percorso personale e che attiene a ciò che succede nelle scuole. Questo tipo di linguaggio ha fatto accendere un allarme nell’introdurre nelle scuole progetti che niente hanno a che vedere con il contrasto alla violenza sulle donne, ma mirano fa passare le teorie gender".

Quindi il genere va bene, quello che la preoccupa sono gli stereotipi?

"Esatto. L’uomo e la donna sono due generi e nessuno lo mette in dubbio. Il problema è che negli ultimi anni c’è una fluidità in cui si cerca di inserire e inglobare ciò che non è uomo o donna. Su Facebook ad esempio quando ci si iscrive alla voce genere si apre una tendina con dieci, cento opzioni diverse".

E questo che c’entra con il contrasto alla violenza di genere?

"Ripeto il rischio riguarda l’uso degli stereotipi. Dove nel mezzo si inserisce di tutto"

Questo era il primo emendamento e il secondo?

"Chiedevamo che si aggiungesse che fosse previsto per le scuole il consenso informato alle famiglie".

Ma non è di competenza delle scuole?

"È vero, ma sottolinearlo nella mozione avrebbe aiutato a fare chiarezza, rispettando la Costituzione. Un’aggiunta che non andava a inficiare assolutamente il contenuto della mozione".

Per la cronaca entrambi gli emendamenti sono stati bocciati.

Senta in consiglio si è presentata così: “È stato un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi quattro anni non ho fatto più politica...“. Allora perché ha accettato?

"All’indomani delle elezioni del 2020 ho seguito i lavori del consiglio per i primi due anni. Poi la mia vita ha preso un’altra piega e non ho più seguito con attenzione. Non sapevo neppure che Barbara Paci si fosse dimessa. Ho, comunque, accettato perché l’idea di impegnarmi per la mia città non era e non è venuta meno. Anzi, è un’occasione importante".

Ha anche aggiunto: "Entro nel gruppo consiliare della Lega, ma porterò avanti le mie idee". Si differenziano da quelle della Lega?

"No, non ci sono discrepanze tra le mie idee e quella della Lega. L’ho voluto sottolineare per non creare equivoci rispetto alle dinamiche di partito".

Quali dinamiche?

"Quando parlo di idee mi riferisco soprattutto all’ambito etico: la tutela della vita e della famiglia. Sono abituata alle dinamiche dell’associazionismo Pro vita e Pro famiglia. Temi etici di coscienza, che per me non sono negoziabili. Mai".

Quali sono, a suo avviso, le priorità per Viareggio?

"In questo momento la sicurezza perché quasi tutte le zone sono infrequentabili, e anche il decoro. In strada si vedono tante mancanze. Un’altra spina è l’assenza di un teatro. Dal punto di vista culturale siamo un po’ al ribasso".