Amore a prima vista. Vignette & Coriandoli. Un carro e il manifesto fatti di pungente ironia

Lo contattò Emilio Cinquini: "Mi bastò portare due bottiglie di vino...". Fu Burlamacco d’oro. Poi premiato dalla Satira del Forte e dal Rèpaci.

Amore a prima vista. Vignette & Coriandoli. Un carro e il manifesto fatti di pungente ironia

Amore a prima vista. Vignette & Coriandoli. Un carro e il manifesto fatti di pungente ironia

Il carrista, il vignettista e due buone bottiglie di vino rosso del Chianti. Nacque così la collaborazione artistica fra Emilio Cinquini e Sergio Staino, una collaborazione che poi avvicinò il papà di Bobo al Carnevale di Viareggio. Staino disegnò il bozzetto che Emilio Cinquini trasformò in un carro che sfilò nel 2000. Poi Staino realizzò anche un manifesto nel 2002 fortemente voluto dall’allora presidente della Fondazione, Elio Tofanelli. E a più riprese, anche sotto la presidenza di Marialina Marcucci, Staino è stato chiamato in giuria.

"Ricordo che nel corso di un’edizione della Satira politica di Forte dei Marmi – dice Emilio Cinquini – mi presentai da lui e gli regalai una caricatura in cartapesta del ‘suo’ Bobo. Ne rimase colpito. Era la prima volta che vedeva una rielaborazione in 3D di un suo personaggio". Scoccò subito la scintilla. Una settimana dopo erano seduti insieme ai tavolini del Margherita per vedere come poter collaborare. "Gli dissi – ricorda Emilio Cinquini – di buttarmi giù delle idee per realizzare il carro. Ci tenevo molto anche perché proprio in quell’anno esordivo in Prima categoria. Fu così che andai a casa sua nella provincia di Firenze. E mi fece vedere due o tre elaborati ai quali stava lavorando. Scegliemmo quello che poi è diventato il nostro carro, Sud chiama nord. Una satira oggi quanto mai attuale: il grido di disperazione dei popoli poveri inascoltato da quelli ricchi".

Staino prese molto sul serio il suo impegno. Più volte venne ai vecchi hangar del Marco Polo per vedere lo stato di avanzamento dei lavori. "Ho conosciuto una persona molto umile, alla mano, ma al tempo stesso ironico e capace di seguire l’attualità con occhio critico e attento. Per questo era affascinato dal nostro mondo. A quell’epoca a Viareggio veniva fatta una satira feroce e con dei contenuti. Per lui era onore partecipare al Carnevale. Quella volta a casa sua gli portai per gentilezza un paio di bottiglie di vino e da me poi non volle altro...".

Staino vinse il Premio satira politica di Forte dei Marmi nel 2005 e poi, nel 2010, fu insignito, nell’ambito del Premio Viareggio-Rèpaci, del premio Tobino. Ma è col Carnevale che ebbe i legami più stretti con la nostra città. Nel 2002 firmò il manifesto ufficiale della manifestazione in cui Burlamacco chiudeva in una bottiglia tutti i simboli del male, fra cui anche Bin Laden. Poi nel 2015 gli fu consegnato il premio speciale della satira e nel 2020 fu Burlamacco d’oro. Alla sua matita, dal 2017 al 2022, sono stati affidati gli editoriali pubblicati sulla rivista del Carnevale.

"La Fondazione Carnevale e tutto il mondo del Carnevale di Viareggio – si legge in una nota stampa – si associano al dolore della famiglia e di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di collaborare con lui. Una matita sempre pungente, mai volgare e aggressiva, con cui ha saputo ritrarre ironicamente fatti e personaggi del nostro Paese, offrendo con generosità la sua arte al Carnevale di Viareggio".