La contestazione si allarga. Il Centro Coordinamento: "Grifo sempre più in basso. Santopadre deve lasciare»

La tifoseria del Perugia chiede al presidente Santopadre di lasciare la squadra, denunciando mancati investimenti e risultati deludenti. Un fronte compatto chiede un cambio di proprietà per il bene del club.

Il Centro Coordinamento: "Grifo sempre più in basso. Santopadre deve lasciare"

Il Centro Coordinamento: "Grifo sempre più in basso. Santopadre deve lasciare"

Una settimana di passione che culminerà stasera con il corte organizzato dagli Ultras Perugia. Dopo la contestazione sotto casa del presidente, lo striscione allo stadio, la lettera alle affiliate dell’Academy per chiedere di allontanarsi dal Grifo, stavolta a prendere posizione è il centro di Coordinamento dei Perugia Club. I tifosi chiedono a Santopadre di lasciare il Perugia, di fare un passo indietro e passare la mano.

"Il Centro di Coordinamento chiede a Santopadre di andare via, di cedere il Perugia Calcio,

di abdicare – si legge nella nota del Coordinamento – . Promesse mai mantenute, investimenti nulli, risultati che hanno portato al declino di immagine e di classifica, l’assenza di programmazione sportiva anche a livello giovanile, assenza totale dei rapporti con la tifoseria e il territorio, riducendo il calcio ad una realtà di ultima serie, portata sempre in più in basso".

Un fronte compatto. "Per la prima volta nella storia l’ambiente, la tifoseria, la città, mai sono state così compatte nel contestare operato e modi di un presidente, a cui si chiede di farsi da parte evitando di continuare a tenere in ostaggio una comunità intera che merita maggior rispetto e dignità. Il Centro di Coordinamento chiede al massimo dirigente un atto di dignità, di lasciare ad altri la nostra squadra. Troppe le promesse vane, infiniti gli errori senza rimedio".

Passare la mano, valutare, quindi, le offerte che sarebbero pervenute.

"Non sta a noi scegliere chi deve comprare il Perugia ma sta a noi decidere che questa società ha finito il suo corso – conclude il Coordinamento – , avendo sempre detto che a fronte di offerte avrebbe venduto. Ora ci sono, sono pubbliche, per cui è il caso che il presidente venda questa società dando a chi vuole il bene del Perugia la possibilità di farlo, evitando di continuare a tergiversare e prendere tempo".

L’offerta pubblica chiamata in causa dal Coordinamento è quella di Claudio Sciurpa che si rivedrà con il presidente Santopadre quando arriverà l’omologa del tribunale. Nelle intenzioni dell’amministratore unico di Vitakraft la creazione di un gruppo di imprenditori disponibili ad investire in un progetto importante come quello del Perugia. Quello di Sciurpa potrebbe non essere l’unico sondaggio, alla fine peseranno la solidità, le garanzie per Santopadre e per la piazza.

Francesca Mencacci

Continua a leggere tutte le notizie di sport su