
Le indagini condotte dalla Digos
Perugia, 19 ottobre 2023 – C'è anche un ultras perugino tra i tifosi finiti in carcere dopo la rissa tra principali gruppi ultras in piazza Galileo Ferraris a Genova seguita alla partita di serie B Genoa-Perugia giocata il 15 aprile scorso.
La polizia genovese ha eseguito nove misure cautelari nei confronti di altrettante persone, otto delle quali appartenenti alla tifoseria organizzata del Genoa. Le indagini hanno permesso di individuare i responsabili delle condotte più violente, uno in particolare autore di un accoltellamento. A due degli indagati è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere (uno di questi è il leader della tifoseria del Perugia, squadra 'amica’, coinvolto nella rissa), mentre altri sette ultras genoani, tutti elementi di spicco della Gradinata Nord, sono stati sottoposti ai domiciliari.
Nel corso delle perquisizioni, sono stati sequestrati gli smartphone e gli altri dispositivi informatici, nonché altro materiale utile al proseguimento delle indagini. I tifosi individuati, che hanno tra i 21 e i 56 anni, sono stati indagati a vario titolo per i reati di rissa aggravata, lesioni aggravate e detenzione illegale d'arma. Appartengono ai gruppi ultras genoani "Nucleo 1893", "Armenia 5 Rosso" e "Caruggi", il primo in contrasto con gli altri due ormai da anni per questioni legate all'orientamento politico e al governo in Gradinata, fino ad arrivare allo scontro violento e risolutivo nel quale alcuni partecipi sono rimasti feriti.
L'analisi dei contenuti dei dispositivi servirà a confermare l'effettiva partecipazione degli indagati alla rissa e di verificare i vari contatti al fine di individuare altri responsabili e i reali organizzatori della colluttazione.