Un anno di violenze e minacce sulla moglie. L’aggressione in videochiamata fa arrestare un 30enne

È stato applicata la nuova disposizione dell’arresto in flagranza differita in base a documentazione videofotografica. È emerso che l’uomo picchiava la moglie, minacciandola anche con un coltello, da oltre un anno

Intervento della polizia (Foto di repertorio)
Intervento della polizia (Foto di repertorio)

Foligno (Perugia), 3 febbraio 2024 -Un uomo di 30 anni è stato arrestato dalla Polizia a Foligno, nel perugino, per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie. L'arresto è stato eseguito mercoledì sera applicando il nuovo istituto dell'arresto in flagranza differita previsto dalla legge entrata in vigore a novembre che ha ampliato gli strumenti di contrasto ai reati commessi con violenza di genere. L'attività dei poliziotti folignati è iniziata lo scorso mercoledì pomeriggio, quando la volante del Commissariato ha ricevuto una richiesta di aiuto da una donna che si era rifugiata in strada per timore di subire violenze dal marito.

Gli agenti, dopo essersi accertati delle condizioni di salute della vittima, sono entrati nell'abitazione trovandovi il marito, un 30enne già noto alla Polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, dopodiché hanno accompagnato la donna negli uffici del commissariato, dove ha deciso di sporgere un'articolata denuncia.

La ricostruzione della vicenda ha consentito agli operatori di appurare che, quel giorno, vi era stata una lite tra i coniugi nel mentre la donna stava effettuando col proprio telefono cellulare una videochiamata; l'uomo aveva improvvisamente iniziato a inveirle contro, strappandole di mano il telefono e inducendola a scappare in strada. La donna ha poi riferito che, da oltre un anno, era oggetto di minacce, insulti e aggressioni fisiche da parte del marito, il quale, nella maggior parte dei casi, agiva in stato di alterazione dovuto all'assunzione di bevande alcoliche. Soprattutto negli ultimi 4 mesi, la situazione era degenerata e l'uomo, in più occasioni, al rifiuto della moglie di consegnargli del denaro, era arrivato a minacciarla di morte, anche con un coltello, e a percuoterla violentemente persino di fronte al bambino di tenera età pur di ottenere il denaro desiderato.

La vittima ha anche riferito di non aver mai trovato, fino all'ultimo episodio, la forza di denunciare la sua situazione alla Polizia, essenzialmente per il timore di subire altrimenti aggressioni ancora più violente.

Stante la gravità del quadro indiziario emerso dagli accertamenti investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, gli agenti hanno proceduto all'arresto del 30enne per il reato di maltrattamenti in famiglia. Decisiva, in tal senso, è stata la possibilità per i poliziotti di recuperare la documentazione della videochiamata effettuata dalla donna nel pomeriggio del 31 gennaio e bruscamente interrotta dal marito che la maltrattava.

Il nuovo istituto dell'arresto in flagranza differita per i delitti di cui agli art. 387 bis, 572 e 612 bis c.p. prevede specificamente la possibilità di considerare in stato di flagranza anche chi risulti inequivocabilmente autore del reato sulla base, appunto, di documentazione videofotografica o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informatica o telematica.