
La mostra itinerante "Trame longobarde. Tra architetture e tessuti" sbarca a Spoleto, valorizzando la civiltà longobarda con abiti e tessuti artigianali e industriali. Inaugurazione oggi al Museo del Tessuto e del Costume.
Farà tappa a Spoleto, antica capitale dell’omonimo ducato longobardo, la mostra itinerante “Trame longobarde. Tra architetture e tessuti“, iniziativa promossa dall’Associazione Italia Langobardorum per valorizzare e diffondere la conoscenza della civiltà longobarda sul territorio italiano. La mostra-dossier, che riproduce gli abiti dei Longobardi e ne esalta la bellezza e la complessità tecnica e decorativa, verrà inaugurata oggi alle 11, alla presenza di Danilo Chiodetti, presidente dell’associazione Italia Langobardorum, al Museo del Tessuto e del Costume, negli spazi dello storico Palazzo Rosari-Spada, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 6 dicembre. L’esposizione si presenta al pubblico come uno straordinario lavoro di ricostruzione della vita quotidiana dei Longobardi, condotto sulla base dei dati archeologici, e accompagna il visitatore in un vero e proprio viaggio attraverso tessuti, abiti e monili. Tutti gli abiti in mostra sono stati realizzati per metà con tessuti fatti rigorosamente a mano su telai orizzontali a licci, l’altra metà degli abiti è stata realizzata impiegando una tela di cotone industriale proprio per sottolineare che il modello dell’abito riproposto è il frutto di contaminazioni scientifiche e di elaborazioni dei curatori. I tessuti e le bordure sono stati realizzati nella Casa di Reclusione di Spoleto, dai detenuti del corso di tessitura, con i telai dell’IIS Sansi Leonardi Volta, dopo un meticoloso lavoro di studio e ricostruzione di trame e orditi desunti dalle scoperte archeologiche. Sono rappresentati i diversi ceti sociali completati da accessori realizzati dai detenuti del Liceo Artistico ristretto. La mostra è curata da Glenda Giampaoli e Giorgio Flamini, con il confronto scientifico di Donatella Scortecci, e realizzata grazie alle risorse della Regione Umbria, del Ministero della Cultura e dell’Associazione Italia Langobardorum.