
Grandi nomi e spettacoli raffinati e coraggiosi nella nuova stagione. Si parte con Fresi, attesa per i pupazzi di “Natale in casa Cupiello“
Sei spettacoli di prosa e uno di danza sul filo rosso della memoria storica, della riconciliazione, della forza della parola e della potenza dei sentimenti. Anche il Teatro della Filarmonica di Corciano svela la nuova stagione, "fatta di scelte coraggiose e mai scontate, di proposte raffinate e intelligenti". Così il direttore del Teatro Stabile dell’Umbria Nino Marino racconta il cartellone 24-25 presentato al foyer del Morlacchi insieme a Francesco Mangano, assessore comunale alla cultura e Bianca Maria Ragni (responsabile programmazione del circuito Tsu) a indicare la totale sinergia e complicità nella selezione degli spettacoli. Il Comune, dice con orgoglio l’assessore Mangano, ha aumentato il suo contributo economico, alzando ancora il livello di un cartellone che porta grandi nomi su un palcoscenico di 144 posti. "Una stagione fatta su misura per Corciano e integrata nel circuito – aggiunge Ragni – con quattro esclusive umbre e un’attenzione per i giovani talenti".
Su il sipario, allora. L’onore dell’apertura va a Stefano Fresi (foto sotto), attore molto legato allo Stabile, che il 16 novembre inaugura la stagione con “Dioggene“ scritto e diretto da Giacomo Battiato: un triplo monologo in tre lingue (volgare toscano, romanesco e italiano di oggi), tre atmosfere, tre stili. Sabato 30 novembre un evento annunciato (già vincitore del Premio Hystrio Twister 2024): “Natale in casa Cupiello“ in un allestimento non convenzionale, con un attore, Luca Saccoia e sette pupazzi giganti, per la regia di Lello Serao. "In un ideale percorso teatrale – assicura Marino – questa è una tappa imperdibile". Il 18 gennaio Cristiana Capotondi (foto sopra) sarà protagonista de “La vittoria è la balia dei vinti“, scritto e diretto da Marco Bonini: tra fiaba, sogni e ricostruzione storica, rievoca il bombardamento di Firenze del ‘43.
Si prosegue il 23 febbraio con “Video club. Non aprite quella mail“, commedia romantica con Gianluca Ramazzotti e Elena Arvigo, il 14 marzo Iacopo Gardelli porta a Corciano il suo “Gramsci Gay“, spettacolo acclamato e di grandissima forza "che si interroga sul valore della politica e la disillusione dei nostri giorni con un linguaggio giovane". Il 29 marzo arriva la danza: fuori abbonamento c’è “Mohábbat (sull’Iran)“, regia e coreografia di Afshin Varjavandi, artista perugino-iraniano che riflette sul significato di abbandonare la propria terra d’origine. Tra i protagonisti il giovane danzatore perugino Elia Pangaro, premiato alla Biennale College Teatro di Venezia. La stagione si chiude l’11 aprile con “Settanta volte sette“, spettacolo sul perdono laico di Collettivo Controcanto. E per tutti gli abbonati di Corciano c’è l’invito al Morlacchi il 27 ottobre per la maratona della Trilogia Cechov di Leonardo Lidi.
Sofia Coletti