L'esterno dell'ospedale di Perugia (Crocchioni)
L'esterno dell'ospedale di Perugia (Crocchioni)

Perugia, 15 aprile 2019 – "Chiedo scusa agli umbri, siamo una regione pacifica e di persone perbene, questa cosa ci ha fatto male»: a dirlo è stato il neo assessore alla sanità della Regione Umbria, Antonio Bartolini, nel corso della conferenza stampa che si è svolta nel Centro ricerca emato-oncologico dell'ospedale di Perugia. Scuse che si riferiscono all'inchiesta sulla sanità che ha portato ad arresti e denunce. Alla domanda se in Regione non si fossero accorti di nulla in merito ai fatti contestati a vario titolo dalla magistratura a politici e vertici dell'Azienda ospedaliera sulle presunte assunzioni "pilotate", Bartolini ha risposto con un secco: "No".

Da paerte sua Giuseppe Ambrosio, il facente funzione di direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Perugia, ha voluto specificare che "l'attività assistenziale dell'ospedale non è minimamente influenzata da quanto accaduto. I pazienti e tutti i cittadini devo essere tranquillizzati dal fatto che nulla si modificherà nelle procedure e nell'assistenza sia in termini di quantità che di qualità".

Ambrosio ha evidenziato come l'inchiesta giudiziaria - "che mi provoca disagio umano e politico", ha detto - stia creando delle difficoltà sul versante amministrativo e nell'organizzazione burocratica dell'Azienda ospedaliera. "Una difficoltà - ha spiegato - che ci impone di concentrarci sulla gestione corrente, mentre dovremo agire con estrema cautela su nuove iniziative e nuovi progetti". Ambrosio, inoltre, ha sottolineato come in queste ore, Bartolini si sia già "adoperato con le altre Asl dell'Umbria e con il ministero, per attivare quello che si chiama 'Istituto della messa a disposizione' che significa avere la disponibilità di spostare competenze da altre sedi a Perugia così da dare continuità al lavoro di questa Azienda ospedaliera e in tal senso è stata data da parte di tutti una disponibilità di massima".