Il parcheggio a Bastia Umbra, dove è stato investito e ucciso il ragazzo
Il parcheggio a Bastia Umbra, dove è stato investito e ucciso il ragazzo

Perugia, 15 agosto 2020 -  Li hanno trovati a casa che dormivano, dopo una notte di tragedia e il cadavere di Filippo Limini ancora sul selciato, i tre giovanissimi di Bastia Umbra - ma di origini albanesi - portati nella caserma dei carabinieri dove li sta interrogando il pubblico ministero Paolo Abbritti nell’ambito della morte di Filippo Limini del 24enne di Spoleto. La procura della Repubblica sta procedendo per rissa aggravata e omicidio.

Non si sa - al momento - se l’ipotesi di reato sia omicidio volontario o preterintenzionale. Secondo una primissima ricostruzione dell’accaduto i due gruppi di ragazzi, che sembra non si conoscessero, hanno iniziato a litigare intorno alle 3 dopo una serata in un locale della zona. Con troppo alcol in corpo hanno cominciato a spintonarsi e insultarsi. “Che guardi”, “Mi ha spinto”, “Io ti ammazzo”.

La discussione è rapidamente degenerata e i due gruppi sono arrivati alle mani nella zona del parcheggio accanto al palazzetto dello sport. Sembra che i tre della comitiva di Bastia siano poi saliti a bordo di una Opel, con alla guida il 19enne. La vettura sarebbe stata circondata dal gruppo di spoletini che sembra fossero almeno 5 o 10 ragazzi, tra cui il giovane Filippo. Le fasi successive, concitate, sono al vaglio dei militari guidati dal tenente colonnello Marco Vetrulli.

Con l’auto circondata e presa a calci dagli spoletini, uno dei tre bastioli è sceso dalla vettura, e avrebbe colpito con un pugno al volto Limini, tanto da farlo cadere a terra, sembra svenuto. Il 19enne, rimasto alla guida con a fianco un terzo amico, avrebbe quindi ingranato la retromarcia per scappare investendo così Filippo, ancora a terra. Sarà l’autopsia, che dovrà svolgere la dottoressa Marta Bianchi dell’Istituto di Medicina legale di Perugia, a stabilire se Filippo è morto a causa alle lesioni provocate dal cazzotto o dall’investimento. Da chiarire anche se l’Opel, visibilmente danneggiata e ora posta sotto sequestro, sia passata sopra il corpo del giovane una seconda volta. I tre bastioli sono poi tornati a casa mentre gli amici di Filippo sono rimasti accanto al corpo e hanno chiamato l’ambulanza ma, purtroppo, per il giovanissimo non c’era più niente da fare. Gli amici di Lmini sono stati sentiti in caserma a Bastia che si trova poco lontano dal luogo, teatro della tragedia.

Erika Pontini