Paola De Micheli
Paola De Micheli

Terni, 9 settembre 2019 - “SCOMPARSO” il profilo Facebook di Andrea Cpi, ternano di 43 anni, candidato di CasaPound alle ultime elezioni comunali, da cui è partito l’insulto sessista contro il neoministro dei Trasporti, Paola De Micheli (Pd). Una frase («Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti... appena staccato dal turno sulla Salaria», a corredo di un foto probabilmente ritoccata della stessa De Micheli) che è stata presto rimossa ma che ha scatenato l’inevitabile bufera.

Tra le tante prese di posizione, soprattutto a livello nazionale perché a livello locale le bocche sono rimaste cucite, c’è quella del presidente della Regione, Fabio Paparelli: «E siamo a due nel giro di pochi giorni. Dopo quello a Teresa Bellanova un nuovo attacco sessista a un ministro donna, Paola De Micheli, colpita perché capace e preparata. Che la Rete sia piena di volgari insultatori è cosa risaputa e, purtroppo, dolorosa. Ma se l’offesa viene da un esponente ternano di Casa Pound, un movimento politico che in Umbria governa la città di Todi, la cosa dovrebbe farci riflettere sul livello della politica oggi».

«Di questo volgare post – continua Paparelli – non so se la cosa che mi faccia più rabbia siano le parole usate o i like di altre trecento persone. So, però, che tutto questo si affronta denunciando e schierandosi sempre. Questi vigliacchi vanno isolati. Al Ministro De Micheli tutta la mia solidarietà e vicinanza». La Questura non ha avviato accertamenti specifici sulla vicenda, in attesa di una formale denuncia del ministro De Micheli, che poi sarà nel caso sarà notificata agli uffici giudiziari ternani. L’autore del post sessista è comunque identificato. Intanto la provincia ternana torna tristemente alla ribalta delle cronache per episodi del genere.

Nel febbraio  scorso era stato un consigliere comunale di Amelia, espulso immediatamente dalla Lega, l’autore di un volgare post sessista contro la cantante Emma Marrone, «rea’ di aver invitato dal palco ad «aprire i porti». Lo stesso consigliere un anno prima, quando era addirittura assessore, era finito nella bufera per un post in cui invitava al suicidio di masso i siriani. Il sindaco all’epoca gli tolse le deleghe, ma non è bastato.

Ste.Cin.