
La carica dei ’Caschi rossi’: "Stop violenza di genere"
Ha fatto tappa al Trasimeno il progetto ’Caschi Rossi – Angeli in moto’, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere. Ieri in tanti hanno preso parte alla moto staffetta che ha fatto tappa al camping Punta Navaccia organizzata dalla referente per l’Umbria Francesca Forte con il patrocinio dei Comuni di Tuoro, Castiglione del lago, Montepulciano e San Quirico d’Orcia.
"Vogliamo scuotere le coscienze – spiegano gli organizzatori – far riflettere e aprire gli occhi di tutti. La violenza di genere non è solo un problema delle vittime, ma una piaga che colpisce l’intera società. Attraverso ’Caschi rossi’ vogliamo far sì che ogni persona si senta coinvolta e responsabile di porre fine a questa ingiustizia. Vogliamo supportare le vittime che spesso si sentono sole e impotenti. ’Caschi rossi’ è il primo passo verso un cambiamento per le donne vittime di violenza, offrendo loro un primo ascolto non giudicante, supporto psicologico e informazioni utili per intraprendere un percorso di rinascita. ’Caschi Rossi’ vuol essere più di un progetto: una risposta concreta alla violenza. Un invito a rompere il silenzio dietro al quale troppe volte si cela il male e tante volte le nostre coscienze e l’invito a unirsi per costruire sin da subito un futuro libero dalla violenza".
Perché il nome ’Caschi Rossi’? "Nella storia e nella natura della nostra associazione, la matrice motociclistica è da sempre una componente radicata, identitaria e in comune tra tantissimi Angeli. La passione per le due ruote è stata la prima componente che, assieme alla voglia di fare del proprio tempo un tempo di valore, a sostegno dei più fragili, ha visto unirsi il prima storico nucleo fondatore".