Studenti con gli zaini in spalla che escono dalle classi al suono della campanella, genitori in attesa fuori dall’istituto, il chiasso dei motorini, le risate dei ragazzi. È uno spiraglio di normalità quello che si respira all’Istituto tecnico economico e tecnologico "Aldo Capitini" in viale Centova, dove ieri mattina sono riprese le lezioni in presenza. "Se mi è mancato vivere la scuola? Certo, anche se inizialmente mi metteva pensiero tornare tra i banchi e dover affrontare questa situazione". Roberto Pacini è rappresentante d’istituto e ieri ha iniziato il quinto e ultimo anno di scuola. Lo incontriamo all’uscita insieme ai suoi compagni ed è palpabile il loro entiasmo e la loro...

Studenti con gli zaini in spalla che escono dalle classi al suono della campanella, genitori in attesa fuori dall’istituto, il chiasso dei motorini, le risate dei ragazzi. È uno spiraglio di normalità quello che si respira all’Istituto tecnico economico e tecnologico "Aldo Capitini" in viale Centova, dove ieri mattina sono riprese le lezioni in presenza. "Se mi è mancato vivere la scuola? Certo, anche se inizialmente mi metteva pensiero tornare tra i banchi e dover affrontare questa situazione". Roberto Pacini è rappresentante d’istituto e ieri ha iniziato il quinto e ultimo anno di scuola.

Lo incontriamo all’uscita insieme ai suoi compagni ed è palpabile il loro entiasmo e la loro voglia di stare insieme. "La prima giornata è andata bene e la situazione, pur nelle difficoltà, si sta gestendo al meglio – spiega –. Come rappresentanti ci è stata chiesta una mano nella gestione degli altri studenti affinché rispettino le regole del distanziamento e dell’uso della mascherina e anche se spesso noi giovani siamo tacciati di ingenuità e immaturità, in realtà ci rendiamo perfettamente conto che c’è una pandemia e che le regole sono importanti". Dello stesso parere Andrea Falini, studente al quarto anno (indirizzo Turismo) e pure rappresentante d’istituto. "La prima impressione? È stato più difficile del solito stare cinque ore in classe, sempre seduti sullo stesso banco e rispettare le severe quanto giuste norme imposte dalla dirigente scolastica. Mi auguro che tutti abbiano a cuore la possibilità di proseguire l’anno senza incorrere in nuovi stop, rispettando precauzioni e regole. Anche se la didattica a distanza è stata utile per proseguire gli studi, sono più efficaci le lezioni in presenza". La signora Gabriella Frattegiani ha appena riabbracciato suo figlio Marco all’uscita. È preoccupata, ma al contempo soddisfatta che abbia potuto affrontare in presenza il primo giorno di superiori. L’ultimo periodo delle medie, come gli altri studenti, suo figlio l’ha vissuto attraverso uno schermo: "Ho un po’ di timore per questo inizio, l’altro giorno abbiamo avuto una riunione online con la preside e sono d’accordo con le regole per tutelare la salute dei ragazzi, spero ci sia piena responsabilità da parte di tutti". "Il virus non guarda in faccia a nessuno – le fa eco il figlio Marco –. Ora abbiamo tre ricreazioni e una sola classe alla volta può uscire, le norme ci sono e vanno rispettate. Il rientro? Siamo stati accolti bene ed abbiamo conosciuto professori e compagni".

"I nostri ragazzi si svegliano più tardi nel periodo estivo ma alle 7 di questa mattina erano già in piedi". Emilio e Maria Sandu sono genitori emozionati: i loro quattro figli sono tornati in classe, tra i loro coetanei. Fuori dal cancello attendono Carmen e Ruben che al Capitini frequentano primo e terzo anno: "È stato emozionante per noi, figuriamoci per loro dopo questo periodo di distacco". Sara El Bekkali ha iniziato ieri il quinto anno indirizzo Turismo ed è felice di aver potuto rivedere i suoi amici e compagni. Con loro affronterà l’ultimo anno delle superiori: "Spero che ci potremmo diplomare in presenza. Il rientro per me è stato bello, in classe siamo in 28 e siamo distanziati con i banchi ma so che altri studenti avevano solo le sedie, ad esempio. Sempre meglio, comunque, che seguire la didattica a distanza da un pc. Siamo entrati a scuola dai sei ingressi separati e durante la ricreazione non possiamo stare tutti insieme come gli altri anni".

Valentina Scarponi