Il Pd: "Fiducia a Stefano Biagioli". È il candidato sindaco dei Dem

Orvieto, il medico deve risolvere l’incompatibilità: è membro del ConsIglio d’indirizzo della Fondazione Cro

Il Pd: "Fiducia a Stefano Biagioli". È il candidato sindaco dei Dem

Il Pd: "Fiducia a Stefano Biagioli". È il candidato sindaco dei Dem

Un campo largo per cercare di riportare Orvieto sotto la guida del centrosinistra e un possibile candidato sindaco proveniente dalla “società civile“. Il Pd serra le fila e avanza la proposta del medico Stefano Biagioli come candidato a sindaco. La coalizione è rappresentata anche dai socialisti, dalla futura lista civica legata a Biagioli, da Alleanza Sinistri Verdi e dal gruppo di Bella Orvieto, ma l’obiettivo è aggregare anche altri. "Individuare una figura civica progressista e forte di un consenso cittadino in grado di rappresentare le diverse sensibilità ed esigenze del territorio orvietano – spiega in una nota il Pd – questo il mandato e il centro dell’ampio confronto scaturito da un incontro volto a costruire un fronte comune che aggreghi i civismi locali e le progettualità politiche già in campo in vista del prossimo appuntamento elettorale delle amministrative di giugno. Tra le disponibilità emerse, nel vasto patrimonio di chi oggi si candida ad essere alternativa credibile e attiva all’attuale centrodestra di governo della città, spicca per fiducia ed apprezzamento la figura di Stefano Biagioli".

Biagioli è tuttavia alle prese con una questione spinosa relativa alla incompatibilità a candidarsi a cariche pubbliche che gli deriva dalla sua appartenenza al Consiglio di indirizzo della fondazione Cassa di risparmio. Ha infatti sottoscritto una dichiarazione di impegno a non candidarsi durante la carica e nell’anno successivo alla cessazione. L’articolo 11 dello statuto della fondazione Cro infatti recita: "Non possono essere nominati componenti gli organi di indirizzo, amministrazione, direzione o controllo della fondazione coloro che non abbiano sottoscritto una dichiarazione di impegno a non candidarsi, durante l’esercizio della carica e nell’anno successivo alla sua cessazione". Una questione che non può essere ignorata che potrebbe potenzialmente aprire un fronte “legale“ molto controverso e imbarazzante, ma che del resto è ampiamente nota in città. L’incompatibilità che evidentemente si cerca di ignorare rappresenta un evidente punto debole della candidatura del medico che sarà inevitabilmente utilizzata dai suoi avversari per attaccarlo in quella che appare una competizione elettorale dagli esiti molto incerti e con un tasso di nervosismo già ai massimi livelli.

Cla.Lat.