
La maestosità di Villa Redenta in cui anni fa non si concretizzò il progetto di formazione nell’alta cucina
Una Fondazione per gestire villa Redenta. È l’ipotesi avanzata dal sindaco Andrea Sisti. Quella di villa Redenta è una storia che va avanti da anni, da quando avrebbe dovuto ospitare la sede della scuola di alta cucina diretta dallo chef stellato Gianfranco Vissani. Un progetto attivato all’epoca del sindaco Massimo Brunini, che però si arenò proprio nel momento di decollare e la villa per anni è rimasta inutilizzabile, nonostante il Comune avesse acquistato anche una cucina professionale, investendo oltre 100mila euro. Ora però, dopo una lunga serie di controversie legali, oggi risolte, la Provincia, proprietaria, ed il Comune di Spoleto su Villa Redenta intendono attivare un progetto di valorizzazione. Il sindaco non ha spiegato nel dettaglio il progetto, che rientra comunque nell’ambito dell’alta formazione legata sempre al settore della cucina. Si parla della collaborazione con un ente di grande prestigio, per puntare sulla formazione e cultura dell’alimentazione e dell’ospitalità rivolto anche ad un target straniero. "Il settore della cucina – ha affermato Sisti - è particolarmente inflazionato e quindi il nostro obiettivo è quello di avviare un progetto innovativo". A proposito della gestione lo stesso Sisti parla di una Fondazione, ma al momento non vengono specificati i soggetti che verranno coinvolti. Tra questi ci dovrebbe essere comunque la Provincia proprietaria dell’immobile che al momento ospita anche un ostello della gioventù ed alcuni locali utilizzati dal teatro Lirico Sperimentale. Qualche mese fa il sindaco Andrea Sisti e la presidente della Provincia Stefania Proietti hanno effettuato un sopralluogo e istituito un tavolo di lavoro permanente per creare le opportune sinergie tra le amministrazioni pubbliche interessate a rilanciare quel bene pubblico immerso nel centro abitato della città, a pochi metri dalla svincolo nord. "L’obiettivo prioritario del progetto – scrivevano i due enti - comunque rimane quello di rendere fruibile, attraverso un’offerta innovativa di servizi, una realtà storico-archittetonica densa di significati, nella suggestiva cornice ambientale in cui è immersa". Al sopralluogo partecipò anche Roberta Galassi, dirigente scolastica dell’istituto alberghiero di Spoleto ’Giancarlo de Carolis’, che dovrebbe essere uno dei partner di un progetto accolto con parere favorevole anche dai rappresentati di categoria.