Quotidiano Nazionale logo
13 mag 2022

"Ho paura e di pomeriggio non riapro il negozio"

Il quartiere fatica a rialzarsi: i residenti e chi ha lì le attività economiche si confrontano ogni giorno con problemi legati alla sicurezza

luca fiorucci
Cronaca
Il luogo dove è precipitato il trentenne peruviano finito in Rianimazione
Il luogo dove è precipitato il trentenne peruviano finito in Rianimazione
Il luogo dove è precipitato il trentenne peruviano finito in Rianimazione

di Luca Fiorucci

C’è chi il pomeriggio preferisce non rialzare la saracinesca. Chi si chiude a chiave dentro in attesa che arrivi in un cliente. Chi, invece, ha scelto di andarsene. Le vetrine sono vuote, impolverate. Abbandonate come si sentono in questa parte di città, via Mario Angeloni. La stazione di Fontivegge a pochi passi, poco sopra il parco della Pescaia. Di fronte piazza del Bacio. Una zona critica non da oggi, zona di spaccio e risse, di prostituzione anche durante il giorno. L’ultimo episodio, all’alba di mercoledì, il salto nel vuoto del trentenne peruviano che ancora rimane un mistero, ha impressionato, ma non destato particolarmente stupore. La rassegnazione di chi qui ci lavora è quella di chi, a un certo punto, ha preferito neanche più prendersela.

"Avevo un’idea per questa zona, un progetto da realizzare con l’associazione di cui faccio parte. Era un’idea per ripopolare la zona, per rivitalizzarla con iniziative. Ho scritto al Comune, non mi hanno risposto neanche per dirmi di no. La faccia ce l’ho messa quella volta, non ce la metto più", commenta un operatore. "Serve se ripeto a dire che qui è un disastro? – aggiunge ancora – Se vai qui dietro, se ne hai il coraggio, capirai facilmente quello che succede a qualsiasi ora, tutti i giorni, tutto il giorno. Ne sono passati due appena adesso". Due, spiega, presumibili clienti di spacciatori che si muovono tra scale e parcheggi interrati, nel parco, come in vie dove non mancano gli edifici abbandonati.

"Sì, ma guarda che non è che di farsi vedere o meno abbiano questo grande scrupolo. L’altro pomeriggio sono passati in quattro, con le siringhe in mano, hanno girato l’angolo e ciao" spiega una commessa che nella via lavora da anni e che preferisce, come gli altri rimanere anonima.

"È come un fiore, Fontivegge, che nel tempo abbiamo visto sfiorire, appassire. E devo dire che in passato, ci sono stati momenti in cui la situazione era anche peggiore. Abbiamo avuto un periodo migliore, dove sembrava essere stata presa una piega incoraggiante. Ma adesso – è il commento – siamo tornati quasi al punto di prima".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?