REDAZIONE UMBRIA

Gubbio, show al Teatro Romano. Paola Pitagora in “Ho amato tutto“

Lo spettacolo di parole e musica inaugura stasera la nuova illuminazione. E domani in scena a Carsulae

In “Ho amato tutto“ Paola Pitagora rievoca la vita di Donna Paola Menesini Brunelli con i musicisti Peppe D’Argenzio ed Emanuele Bultrini. Regia di Evita Ciri

In “Ho amato tutto“ Paola Pitagora rievoca la vita di Donna Paola Menesini Brunelli con i musicisti Peppe D’Argenzio ed Emanuele Bultrini. Regia di Evita Ciri

Una produzione orgogliosamente umbra apre la stagione del “rinnovato“ Teatro Romano di Gubbio. Questa sera la nuova illuminazione del monumento viene festeggiata con una grande attrice, Paola Pitagora che alle 21 porta in scena “Ho amato tutto“, spettacolo di Evita Ciri, che coinvolge anche i musicisti Peppe D’Argenzio (sax) ed Emanuele Bultrini (chitarra elettroca) e che domani alle 21 verrà riproposto al Teatro dell’Area Archeologica di Carsulae, sempre con ingresso libero.

E’ una lettura scenica di amore e libertà, una ballata per voce e musica liberamente tratta dal libro-intervista “Creando il mare” di Giovanni Maria Gambini e ripercorre la vita tra Umbria, Toscana e Lazio di Donna Paola Menesini Brunelli, che di nobili origini ha rinunciato ad agi e ricchezze per seguire l’amore. Un evento voluto dalla Direzione regionale Musei Nazionali Umbria in collaborazione con la Fondazione “Noi Siamo Paola“ guidata da Alberto Brunelli. "Produciamo lo spettacolo – ha detto in un incontro on line Costantino D’Orazio, direttore dei musei – con un partner che sentiamo molto affine, una fondazione con sede a Parrano, che si occupa di restauro e cura del territorio. Nei prossimi anni i nostri musei si riempiranno di contenuti".

E’ Paola Pitagora a raccontare uno spettacolo che la coinvolge totalmente e che la riporta in Umbria dopo le riprese del film “L’età giusta“. "Vogliamo raccontare la storia di una donna libera che ho conosciuto personalmente – sottolinea l’attrice –, con un inno alla gioia di vivere, al coraggio di scegliere la felicità senza tralasciare sacrifici, rinunce e conflitti interiori. In controluce è il ritratto dell’Italia".

"La nostra – aggiunge la regista Evita Ciri – è una rivisitazione poetica del libro, dove la figura reale si unisce a una figura ideale simbolo del femminile. Una storia universale con onde emotive dove tutti possono ritrovarsi, uno spettacolo a tre voci che naviga tra i generi con ironia e leggerezza". Decisivo l’input della Fondazione voluta dai figli di Paola Menesini Brunelli che ne celebra il nome e il ricordo "con il restauro minuzioso non solo di palazzi, ma anche di piccoli oggetti, con la loro storia". C’è anche l’autore del libro, Giovanni Maria Gambini, giovane scrittore umbro uscito dalla Scuola Holden. "E’ una vicenda – dice – che ha il carisma della grande storia, nel segno della femminilità e dell’universalità. Sono lieto che lo spettacolo approdi in Umbria".

Sofia Coletti