Gita negata a una bambina disabile: "Comportamento discriminatorio"

Il caso in una scuola folignate. La denuncia di Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della Fish .

Gita negata a una bambina disabile: "Comportamento discriminatorio"
Gita negata a una bambina disabile: "Comportamento discriminatorio"

Le scuole, luogo di formazione e di crescita, diventano in alcuni casi occasioni di divisioni e di difficoltà per i fragili. L’ultimo caso è portato all’attenzione nazionale da Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’Handicap), con una nota nella quale ripercorre la vicenda, passata anche alle carte bollate. Il tema è un viaggio d’istruzione, negato a una bambina disabile in una scuola folignate. La storia inizia quando la famiglia viene a conoscenza del viaggio d’istruzione e provvede ad eseguire l’iscrizione. La scuola però formula una serie di riserve relativamente "all’autonomia, il grado di maturità, la difficoltà di gestire le emozioni, la difficoltà di regolare il comportamento nelle relazioni sociali e le barriere di un Paese straniero". Ne segue uno scambio epistolare tra la famiglia e la scuola, nel quale quest’ultima ricorda il parere negativo del consiglio di classe alla partecipazione e che per questo viaggo era richiesto "un ottimo grado di autonomia organizzativa e di gestione di sé". Questa distinzione porterebbe così anche diverse regole per gli insegnanti accompagnatori. Dalla famiglia viene interpellato il Garante regionale per le persone con disabilità che invia una nota all’Ufficio scolastico regionale ricordando "il diritto di piena inclusione". Le due ragioni non si incontrano: la ragazzina non potrà partire con la classe pur avendo i genitori manifestato la propria volontà di accompagnarla. Dalla famiglia viene formalizzato anche un ricorso al Tar con carattere di urgenza, per la sospensiva dei provvedimenti intrapresi dagli organi scolastici. Tribunale che ha rigettato l’urgenza, senza valutare gli accomodamenti proposti. Dice Nocera: "Ritengo questo fatto grave per il reiterato diniego di "accomodamento ragionevole". Infatti, il problema del disorientamento della ragazzina se fosse stata sola era stato superato con l’offerta della famiglia di accompagnarla. Riguardo poi alla frequenza del corso di spagnolo – impossibile, essendo vietato ai docenti di sostegno di seguire l’alunna durante le lezioni -, sarebbe stata superata tramite attività didattiche rivolte alla ragazza dai docenti che non potevano seguire la classe. La ragazza avrebbe seguito la classe in tutte le altre attività culturali, quali visite a monumenti, a musei e ad altre località. La FISH debba intervenire per stigmatizzare pubblicamente questo comportamento discriminatorio, sostenendo la famiglia in tutte le sedi, politica e legale".