’Frecce’, è scontro politico: "Multe ai commercianti. Il Comune fa solo cassa"

Assisi, i consiglieri comunali della Lega Mignani e Pastorelli attaccano "L’amministrazione anziché comunicare con i cittadini agisce di nascosto" .

’Frecce’, è scontro politico: "Multe ai commercianti. Il Comune fa solo cassa"

’Frecce’, è scontro politico: "Multe ai commercianti. Il Comune fa solo cassa"

I verbali per le irregolarità sulle ‘frecce’ diventa, oltre a causa di malumore fra gli operatori, motivo di scontro politico. La Lega di Assisi va infatti all’attacco della scelta dell’amministrazione comunale di sanzionare gli inadempienti – che non hanno cioè provveduto al rinnovo delle autorizzazioni -; scelta che aveva provocato la reazione dei titolari di attività ricettive e ristorative sorprese dalla modalità adottate dal Comune. "Multe ai commercianti: l’amministrazione comunale vuole solo fare cassa". Ad affermarlo sono i consiglieri comunali della Lega Assisi Francesco Mignani e Jacopo Pastorelli che spiegano "nessuno vuole dare l’idea che non rinnovare le autorizzazioni o installare insegne o frecce senza averne fatto richiesta sia ineccepibile, anzi. Ciò che tuttavia riteniamo non appropriato è il modo di agire della giunta Proietti: è legittimo verificare e vigilare sulle ipotetiche situazioni di abusivismo ma non avvisare associazioni di categoria e commercianti di tali controlli è sbagliato. L’ennesima prova di non trasparenza di questa amministrazione che anziché comunicare con i cittadini preferisce agire di nascosto scatenando malumori, anche comprensibili, tra chi gestisce attività ristorative e alberghiere. Eppure il primo cittadino dovrebbe sapere che questi sono tra i principali settori trainanti dell’economia locale generando lavoro e reddito".

Secondo la Lega uIteriori spese che graveranno sempre sulle spalle dei commercianti che sono anche quelle che dovranno sostenere per adeguarsi a quanto contenuto nel nuovo piano dell’arredo urbano della città di Assisi, approvato nei mesi scorsi dal consiglio comunale. "Rimpinguare le casse locali a discapito dei commercianti è una pratica inaccettabile", dicono Mignani e Pastorelli. Intanto gran parte delle frecce sono state rimosse e si stanno valutando i successivi passi. Sono state interpellate le associazioni di categoria, si sta cercando di capire come ci si dovrà comportare per poter ricollocare le ‘insegne’, ma resta lo sconcerto per come si è operato: un minimo di comunicazione preventiva avrebbe evitato disagi e malumori che invece stanno continuando. Da capire anche il numero delle frecce irregolari sanzionate: all’inizio si era parlato di un centinaio, poi del doppio, ora potrebbero essere addirittura 600.