Perugia, 8 maggio 2021 - Cosa ha causato l'esplosione di Gubbio? Cosa ha provocato il tremendo scoppio e l'incendio che ha portato alla morte di due persone e al ferimento di altre tre? Questa la domanda che tutti si fanno in città: una comunità con in testa il sindaco Filippo Stirati sconvolta per quanto accaduto. Un incidente sul lavoro nella ditta che si occupava di preparare cannabis light a scopo terapeutico, destinata dunque al mercato legale. Un boato che ha sconvolto un tranquillo venerdì pomeriggio nella città umbra, in località Canne Greche.

La scena dell'esplosione. Nei riquadri le due vittime

Le vittime

Due le persone che hanno perso la vita nell'esplosione. Sotto le macerie del laboratorio muoiono Samuel Cuffaro, 19 anni, studente-lavoratore con contratto a chiamata, ed Elisabetta D’Innocenzo, 52 anni, molto conosciuta perché aveva lavorato per molto tempo in una struttura ricettiva di Gubbio. 

Vigili del fuoco al lavoro

Vigili del fuoco ancora al lavoro nell'area della palazzina quasi interamente crollata nelle campagne di Gubbio. I rilievi puntano ora a stabilire le cause della deflagrazione e per questo è in corso nell'area, sotto sequestro e ora messa in sicurezza, vengono ora repertati elementi che potrebbero essere utili alle indagini. Al primo dei due piani dell'edificio era in corso un'attività per la produzione della cosiddetta cannabis light. Operazione per la quale erano impiegati solventi, alcuni molto infiammabili, necessari per abbassare il principio attivo della sostanza poi destinata alla commercializzazione. Non ancora chiaro cosa abbia innescato lo scoppio. Al piano sottostante della palazzina veniva invece svolta la prima fase della lavorazione. Con un lavaggio della materia prima.

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Il momento dell'esplosione (Fb Valeria Passeri) e il magazzino distrutto

Samuel, la giovane vittima aveva contratto a chiamata

Si è trovato solo per caso nel locale della palazzina di Gubbio interessato dall'esplosione Samuel Cuffaro, eugubino di 19 anni, che lavorava con un contratto a chiamata per una delle due ditte impegnate nella produzione e commercializzazione della cannabis light. Il giovane operava infatti al piano sottostante, non interessato dallo scoppio, ma sarebbe stato chiamato di sopra per sistemare alcune scaffalature metalliche. Proprio quando c'è stata la deflagrazione. Cuffaro lavorava da circa un anno nella produzione della cannabis light.

L'esplosione del magazzino

Parla l'avvocato dei genitori di Samuel

I genitori di Cuffaro si sono affidati all'avvocato Ubaldo Minelli. «La famiglia è straziata dal dolore» ha detto all'Ansa il legale. «Seguiamo ora gli accertamenti - ha aggiunto - che dovranno stabilire le cause e l'innesco delle plurime esplosioni che hanno distrutto la palazzina».

Le accuse: disastro e omicidio colposo

Disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose sono i reati ipotizzati nel fascicolo aperto dalla procura di Perugia in seguito all'esplosione nella palazzina di Gubbio che ha provocato due morti e tre feriti. Indagine coordinata dal sostituto procuratore Gemma Miliani. Ci sarebbero già degli indagati ma su questo particolare viene mantenuto il riserbo. L'indagine punta a stabilire se siano state rispettate tutte le normative per lo svolgimento dell'attività.

LA SCENA DEL DISASTRO (video)

Le condizioni dei tre feriti

Prognosi di guarigione di 30 giorni per ciascuno dei due feriti nell'esplosione di Gubbio, ricoverati nel vicino ospedale di Branca, mentre un terzo si trova in gravi condizioni nel Centro grandi ustionati di Cesena. Il bollettino medico dei primi due è stato reso noto dalla Usl Umbria 1: un uomo di 32 anni, di Gubbio, ha riportato vaste ustioni su tutto il corpo ed è è stato operato in urgenza ieri sera dall'equipe della chirurgia ricostruttiva, diretta dal dottor Marino Cordellini, che si è avvalsa della fondamentale collaborazione - oltre che degli anestesisti - dei medici otorini ed oculisti. La prognosi di guarigione emessa dai medici, come detto, è di 30 giorni. L'altro paziente, di 28 anni, di Gubbio, è ricoverato in Obi (Osservazione breve intensiva) con un trauma alla colonna vertebrale e qualche ustione.

Intossicati due vigili del fuoco

Durante i soccorsi sono rimasti intossicati o feriti anche due vigili del fuoco: uno aveva inalato dei vapori e un altro era arrivato al pronto soccorso con un corpo estraneo in un occhio. Entrambi sono stati dimessi dall'ospedale dopo poche ore. Le salme dei due deceduti sul posto (un uomo ed una donna) attualmente sono all'obitorio dell'ospedale di Branca.

Gli indagati

Sarebbero due le persone iscritte nel registro degli indagati: tra queste, i proprietari della Green Genetics, il laboratorio che produceva prodotti derivati della cannabis.Gli accertamenti dovranno stabilire se l'attivita' all'interno del laboratorio era a norma di legge.