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13 mag 2022

"Elce e la città non possono perdere l’Onaosi"

Preoccupa il futuro del Collegio, nonostante le rassicurazioni dei vertici. Un’associazione di residenti chiede un incontro con il presidente

Dunque l’Onaosi, causa ristrutturazione necessaria, a breve traslocherà a Montebello. Forse. Perché potrebbe spuntare una soluzione alternativa. Non sarà un cantiere facile: ci vorranno almeno 5 anni per riaprire poi i cancelli di viale Antinori. Nel frattempo, il quartiere si chiede quale sarà il futuro di quel pezzo di città una volta smantellato il collegio. Un’istituzione che ha portato movimento e indotto e ha contribuito ad arricchire culturalmente il contesto urbano.

"L’Onaosi da più di un secolo ha dimostrato la sua vocazione alla solidarietà e all’assistenza e ha operato in sinergia con le due Università. Ha fatto crescere e studiare tanti giovani che si sono integrati nel contesto cittadino. Loro stessi – osserva il consigliere Dem Francesco Zuccherini (che con i colleghi Sarah Bistocchi e Tommaso Bori ha presentato un’interrogazione) rappresentato una ricchezza e una presenza significativa nella realtà demografica, culturale, economica e sociale di Perugia. Le Istituzioni comunali e regionali - conclude – non rimangano dunque nel silenzio e nell’indolenza e difendano le sorti di questa struttura: Perugia e l’Umbria ne uscirebbero più povere e meno attrattive". Anche secondo Antonia Fuccella perdere il collegio sarebbe grave per tutta la città. "Intorno a quella struttura – nota - gravitano centinaia di studenti e personale. Il quartiere ne risentirebbe. Ma il punto è anche capire se l’edificio sarà ristrutturato. Non oso pensare al vuoto e al degrado che si verrebbe a creare intorno a quei volumi in abbandono".

Mikhail Pelliccia ha un bar davanti alla rotonda a due passi dal Collegio. "Praticamente le sorti dell’Onaosi sono diventate il tema del giorno. A mio modesto parere, sarebbe auspicabile la vendita dell’immobile di Montebello per fare poi una sede unica, una volta ultimata la ristrutturazione. Una scelta che risulterebbe strategica anche per la Fondazione Onaosi, visti i servizi offerti e la posizione privilegiata di Elce, vicina al centro, alle due Università e alla Stazione".

Simona Esposito: "Nell’ultimo direttivo di Elce Viva si è parlato di questa chiusura. La cosa ci ha lasciati perplessi perché l’immobile è stato ristrutturato di recente, ha un auditorium splendido e una palestra funzionale. L’associazione, pertanto, vorrebbe avere chiarimenti. Quanto a Montebello come sede tampone: d’accordo ma è molto decentrata rispetto all’attuale e il servizio perderebbe il suo prestigio".

Infine la voce di Marina Onorato, nel Consiglio di indirizzo di Onaosi e nel direttivo dell’associazione Caduceo. "L’Onaosi, che rappresenta un piccolo mondo studentesco all’interno della città, rimane qui, nonostante questa finestra temporale che si verrà ad aprire per far posto al cantiere. Nel comitato di indirizzo - assicura Onorato - si è votato sul futuro della struttura. E’ emerso che Elce, dopo la fine dei lavori, diventerà l’unico collegio con la prospettiva di vendere Montebello e destinare via della Cupa a sede dell’amministrazione. L’imminente trasferimento dei ragazzi? Stiamo valutando se conviene o se è opportuno trovare una soluzione alternativa meno dispendiosa".

Silvia Angelici

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