Uno dei primi operatori sanitari vaccinati in Umbria
Uno dei primi operatori sanitari vaccinati in Umbria
di Erika Pontini Il piano vaccini in Umbria procede spedito. A ieri sera erano state somministrate 1250 dosi – il 25,2% – e stamattina saranno scongelate tutte le restanti (delle 4.960 totali inviate). "Abbiamo 15 equipe vaccinali pronte da stamattina per somministrare circa mille dosi al giorno, una potenza di fuoco – spiega il direttore regionale Claudio Dario – . Ci hanno promesso l’invio di 5mila dosi a settimana ma dobbiamo considerare che tra tre dovremmo cominciare con i richiami quindi è fondamentale che arrivino, altrimenti dovremmo fermarci". Quanto al...

di Erika Pontini

Il piano vaccini in Umbria procede spedito. A ieri sera erano state somministrate 1250 dosi – il 25,2% – e stamattina saranno scongelate tutte le restanti (delle 4.960 totali inviate). "Abbiamo 15 equipe vaccinali pronte da stamattina per somministrare circa mille dosi al giorno, una potenza di fuoco – spiega il direttore regionale Claudio Dario – . Ci hanno promesso l’invio di 5mila dosi a settimana ma dobbiamo considerare che tra tre dovremmo cominciare con i richiami quindi è fondamentale che arrivino, altrimenti dovremmo fermarci".

Quanto al personale Dario assicura che "è stato recuperato. Il piano-vaccini è una priorità assoluta anche per la protezione delle strutture e, in questo momento, c’è meno pressione sul territorio". Eventualmente il problema potrà presentarsi quando si avvierà la vaccinazione di massa a tutta la popolazione.

Un problema in realtà c’è, ed è legato alla siringhe. Alla farmacia del Santa Maria della Misericordia di Perugia - capofila del Piano vaccini-Covid e dotata dei frigoriferi per conservare le fiale a meno 80 – sono arrivate dal commissario Arcuri, che aveva chiesto alle Regioni chi ne avesse necessità, solo le siringhe da 5 ml. Sarebbero dovute invece essere consegnate quelle da 3ml – necessarie per miscelare vaccino e soluzione fisiologica – e, ancor più fondamentali, quelle da 1ml per prelevare la dose di 0,3 e iniettarla, senza errori che medici e farmacisti segnalano nell’ordine del 33% se si utilizzano i dispositivi sbagliati. Per adesso gli ospedali impegnati in prima linea (Perugia-Città di Castello– Terni e Spoleto) stanno facendo fronte all’errore con le dotazione delle farmacie interne e stanno contattando i fornitori per un approvigionamento immediato se dal commissario non arriverà la fornitura concordata. Sperando che, anche per le siringhe, non si vada in overbooking. Perché, dopo mascherine, guanti e reagenti c’è da scommettere che anche le siringhe (si usano quelle comuni da insulina) possano scarseggiare, ripronendo l’annoso problema dei rifornimenti anche per far fronte alla campagna vaccinale che, nelle prossime settimane dovrà entrare nel vivo con numeri più imponenti.

Qualche problema in Umbria si è registrato con le ’Agende’, ovvero l’invio delle mail ai vaccinandi che sono partite all’ultimo, creando qualche ’buco’ agli appuntamenti.

"Un disguido dovuto alla decisione di partire con il vaccin-day all’ultimo – spiega un sanitario –. Noi sapevamo di partire il 10 gennaio e solo poco prima ci è stato comunicato che l’avvio della campagna era fissato per il 26 ma, ciònonostante – aggiunge – in Umbria non è stata sprecata nemmeno una dose, come accaduto altrove".

Perché, una volta scongelato, il vaccino della Pfizer dura al massimo cinque giorni.

Stamattina comunque è previsto un summit tra commissari e direttore generale per fare il punto sul ’Piano’.