Chiedono di potersi costituire parte civile l’Università per stranieri e Cittadinanzattiva. Il gup Natalia Giubilei si esprimerà in merito nella prossima udienza, del 25 febbraio, del procedimento che ipotizza i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e induzione indebita a dare e promettere utilità, in relazione a dei concorsi ritenuti truccati. Ipotesi formulate a vario titolo dal procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, e dai sostituti Paolo Abritti e Gianpaolo Mocetti.
Cinque gli imputati che rischiano di andare a processo: l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, le professoresse Stefania Spina e Federica Annamaria Venier, il presidente della Commissione per l’abilitazione scientifica nazionale nelle funzioni di docente di I e II fascia, Paolo Di Giovine e Daniele Piccini, all’epoca direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali. Oltre a Palazzo Gallenga, che ha avanzato la richiesta attraverso l’Avvocatura dello Stato, e l’associazione Cittadinanzattiva, rappresentata dall’avvocato Sara Pievaioli, ha chiesto di costituirsi parte civile delle candidate penalizzate da uno dei concorsi finiti nel mirino.
Al giudice ha chiesto invece di essere ammessa al rito abbreviato, condizionato all’escussione di una teste, la professoressa Venier. Mentre la difesa di Di Giovine ha presentato istanza per un nuovo esame dell’imputato. Al centro dell’inchiesta, l’abilitazione a docente di I fascia di Spina. Un’abilitazione concordata, sempre secondo l’accusa, in cambio dell’ottenimento del posto di ricercatore per due candidati "suggeriti" da Di Giovine e Venier.