REDAZIONE UMBRIA

Consiglio regionale: clima disteso e fair play tra consiglieri, Bistocchi verso la presidenza

La prima seduta del Consiglio regionale si svolge in un clima di cordialità. Sarah Bistocchi favorita per la presidenza.

Ecco il nuovo governo dell’Umbria (Fotoservizio Crocchioni)

Ecco il nuovo governo dell’Umbria (Fotoservizio Crocchioni)

di Michele Nucci

Sarà il Natale alle porte, l’amarezza per una sconfitta ormai digerita o l’euforia del successo già passata. Fatto sta che la "prima" del nuovo Consiglio regionale è filata via tra baci, abbracci, auguri di buon lavoro e sorrisi larghi così tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. Un fair play che dopo l’aspra campagna elettorale sorprende, ma che rivela di un rispetto reciproco personale, ma anche di quel consociativismo che non manca mai.

Il presidente anziano (non ce ne voglia ma è così), Enrico Melasecche (Lega) è pronto a guidare la seduta e alle 9,30 è già al suo posto. "In questo mese mi sono riposato un po’ – rivela – certe notti ho anche dormito sette ore... Ma sono già pronto a dar battaglia". Conoscendolo c’è da credergli. Tra i primi ad arrivare la consigliera del Pd, Sarah Bistocchi e il neo vicepresidente della Giunta, Tommaso Bori. Lei con vestito a scacchi bianchi e neri e stivali (è l’unica tra le donne a indossare la gonna) lui con il solito ‘spezzato’. Sorridono in attesa della riunione del pomeriggio che dovrà decidere chi farà il presidente (sarà proprio Bistocchi) e lei scambia qualche battuta con il ‘rivale’ Cristian Betti (che farà il capogruppo, articolo qui a fianco), sorridente a sua volta con tutti.

Poco prima della 10 arriva Nilo Arcudi, in rigoroso completo istituzionale blu e il già sindaco di Perugia, Andrea Romizi. "Non volevo mettermi la cravatta, ma poi..." dice sorridendo guardando Fabrizio Ricci (Avs) che la cravatta non la indossa proprio, ma che ha un vestito grigio come Romizi.

E a proposito di Avs c’è l’assessore Fabio Barcaioli, che appare un po’ sgualcito, con la camicia slacciata e la cravatta allentata. La presidente Stefania Proietti indossa un tailleur blu navy e l’immancabile rossetto rosso; prima dell’inizio della seduta va a salutare Donatella Tesei (in giacca rosso pompeiano, quasi le due ’rivali’ si fossero scambiati i colori di appartenenza) che ha preso posto tra i banchi della Lega. Un colloquio fatto di sorrisi e cordialità che va avanti per qualche minuto, così come l’abbraccio affettuoso tra Simona Meloni (Pd) e Paola Agabiti (FdI), entrambe in gessato come Eleonora Pace (FdI).

Alcuni dei consiglieri debuttanti (il Pd ne ha ben 7 su 9) sembrano piuttosto spaesati; il pubblico fatto di curiosi, futuri portaborse e politici navigati, non manca: il chiacchiericcio sale, fotografi e cameraman si intrufolano dappertutto, finché alle 10.15 Melasecche prende la parola, scandisce l’ordine del giorno e dà inizio all’appello. Le prime tre votazioni per l’elezione del presidente e dei vice filano via lisce senza sussulti: tutte e tre le tornate con tutte schede bianche da una parte e dall’altra. Neanche un nome buttato là per creare maretta o farsi riconoscere. Niente di niente. Da oggi però si fa sul serio.