Perugia, 5 marzo 2021 - Dati in chiaroscuro per l'Umbria riguardo al covid. Una regione che mostra segnali di miglioramento ma che in alcune zone invece registra numeri piuttosto alti per i contagi, spia di una circolazione del virus ancora molto presente. Alla luce di questi dati comunque la regione resta in arancione anche per la prossima settimana, quella che va dall'8 al 14 marzo. 

La nuova ordinanza

La Regione ha quindi emesso una nuova ordinanza, valida fino al 21 marzo (salvo modifiche anticipate in base al mutamento del quadro epidemiologico) che si allinea al nuovo Dpcm e che conferma alcune delle misure già in essere.

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La presidente Tesei: "Massima precauzione"

«Dal confronto con il Cts, e sentito il ministro della Salute Roberto Speranza - ha spiegato la presidente della Regione Donatella Tesei - abbiamo individuato una serie di restrizioni calibrate in base alla diffusione del contagio. E' evidente che in questa tipologia di ordinanza il parere sanitario ha un'influenza determinate e che la volontà è quella di ispirare l'azione amministrativa al principio della massima precauzione al fine di garantire la mitigazione del contagio».

Il coprifuoco scatta alle 22

Tra le modifiche, rispetto all'ordinanza precedente, l'adeguamento al Dpcm per l'orario del coprifuoco in tutto il territorio regionale, che sarà dalle 22 alle 5 del giorno successivo, anche allo scopo di facilitare - spiega Palazzo Donini - i servizi di asporto, e la possibilità nella sola provincia di Terni di tenere attività corsistiche individuali in presenza.

Le regole del commercio

Per ciò che concerne il commercio sono confermati i protocolli di sicurezza già in vigore per tutte le attività commerciali. E' vietata l'apertura dalle 14 del sabato e nella giornata di domenica di tutti gli esercizi commerciali di vicinato, medie e grandi strutture di vendita al dettaglio ad esclusione delle farmacie, para farmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, edicole, librerie, tabacchi, lavanderie e tintorie. È inoltre vietata l'apertura, sempre dalle ore 14 del sabato e nella giornata di domenica, di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche ad esclusione dei generi alimentari, e prodotti agricoli e florovivaistici.

Ecco quali negozi sono chiusi nei weekend

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali ad eccezione delle farmacie, para farmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, edicole, librerie, tabacchi, lavanderie e tintorie. È stato poi introdotto il divieto di consumazione di bevande alcoliche all'aperto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico, per l'intera giornata; divieto di assembramento nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico nonché in prossimità di pubblici esercizi, esercizi commerciali ed artigianali durante il consumo di alimenti e bevande; divieto di distribuzione di alimenti e bevande, mediante sistemi automatici (distributori automatici), che affacciano nelle pubbliche vie dalle 18 alle 5 del giorno successivo; divieto di svolgimento delle attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi ed aree verdi, nonché il divieto di utilizzo delle aree gioco dei medesimi.