REDAZIONE UMBRIA

Campagna olearia al via: "Basta diatribe sui prezzi"

Viola (Assoprol Umbria): "Si registra un aumento della produzione del 30-40%. Ma è sbagliato legare i cartellini dell’extravergine soltanto alla resa delle piante" .

Marco Viola, presidente di Assoprol, fa il punto sulla campagna olearia appena iniziata, con occhio attento sulla qualità e sui prezzi dell’extravergine umbro

Marco Viola, presidente di Assoprol, fa il punto sulla campagna olearia appena iniziata, con occhio attento sulla qualità e sui prezzi dell’extravergine umbro

PERUGIA - "E’ ora che le valutazioni sul prezzo dell’olio extravergine di oliva umbro non vengano fatte in maniera approssimativa e sulla base di convenienze di parte ma sulla base di

dati reali della campagna olearia". Lo sostiene Marco Viola, presidente di Assoprol, organizzazione dei produttori olivicoli dell’Umbria, in merito alle diatribe sul prezzo al litro dell’“oro verde“. "Legare il valore dell’olio da cui discende il prezzo e non il contrario, alla sola carica degli olivi è degradante, umiliante per gli sforzi degli olivicoltori. Inoltre - aggiunge Viola – non è neanche corretto dal punto di vista economico".

Quanto ai dati, Assoprol annuncia che la campagna olearia in Umbria si prospetta più ricca della precedente, con un aumento della produzione di olive del 30-40% ma anche, purtroppo, rese in olio al frantoio in calo almeno del 30% rispetto alla scorsa annata. Questo significa che l’olivicoltore consegna più olive al frantoio, portando a casa la stessa quantità di olio, o poco più, dello scorso anno ma con un aumento di costi, soprattutto di frangitura. E i consumi?

I dati di mercato dell’ultima campagna olearia dimostrano che, a fronte di un significativo aumento dei prezzi, non c’è stato un calo importante dei consumi di oli DOP e IGP, che anzi sono rimasti stabili, stante la mancanza di offerta."Purtroppo - conclude Viola – i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complicato e rischioso fare il mestiere dell’olivicoltore. Ha qualche diritto l’olivicoltura umbra di veder riconosciuto un aumentato rischio di impresa e di vederselo remunerato? Oppure si preferisce che gli oliveti tornino a diventare bellissime quercete?"