Foligno, assunzione-lampo il giorno dopo il diploma

Contratto a tempo indeterminato per Envera Doka, albanese, da soli quattro anni in Italia. "Mi sono impegnata. L’ho fatto per mia madre"

Envera Doka, albanese, 19 anni compiuti a maggio davanti alla sua scuola
Envera Doka, albanese, 19 anni compiuti a maggio davanti alla sua scuola

Foligno (Perugia), 16 luglio 2022 - Dall’esame di maturità al lavoro. Dai banchi di scuola alla scrivania di un ufficio della Treadim, azienda leader nello sviluppo di attività immobiliari e nel settore del retail. Tutto nel giro di ventiquattrore. Il tempo di una notte. Assunzione-lampo per Envera Doka, albanese, 19 anni compiuti a maggio, studentessa modello dell’Istituto Tecnico Economico ‘F. Scarpellini’ di Foligno, diplomatasi il lunedì e assunta il martedì.

Undici e dodici luglio. Voti altissimi per Envera, che, tuttavia, nonostante il suo 9,18 di media, non è riuscita a strappare l’agognato cento per un soffio, fermandosi (si fa per dire) a 97/100. E pensare che fino a quattro anni fa, quando, appena quindicenne, ha lasciato Tirana e con un volo diretto è sbarcata a Perugia per ricongiungersi alla madre (già trasferitasi in Umbria per motivi di salute), non parlava una parola di italiano e si esprimeva a gesti anche solo per ordinare un caffè.

Ora è la prima della sua classe, la V D Sia, ovvero, fuori dalle sigle, l’indirizzo Sistemi informativi aziendali che valorizza lo studio della matematica e dell’informatica. Dopo soli quattro anni in Italia, è diventata la più brava su ventiquattro alunni.

Talmente tanto brava che la Treadim, l’azienda che l’ha ospitata per circa un mese di alternanza scuola-lavoro, ha deciso di non farsela scappare e assumerla a tempo indeterminato. Un regalo inaspettato per Envera che, pur eccellente negli studi, aveva accantonato subito il miraggio di iscriversi all’Università. Troppi soldi, troppe incertezze.

E invece ora, che in tasca stringe un contratto di lavoro, può riprendere in considerazione l’idea di laurearsi, in Economia aziendale, dice. Poi, commossa, la voce appena un sussurro, confessa: "Il diploma e il contratto di lavoro li dedico entrambi a mia madre. Abbiamo sofferto tanto, sa? Mia madre lavora sette/otto ore al giorno fuori casa. Ed io, tutto quel che ho fatto, l’ho fatto soprattutto per lei".