
Un libro che solleva tutti i veli della leggenda, recupera a pieno merito la storia, quella vera, dettata dalle fonti,...
Un libro che solleva tutti i veli della leggenda, recupera a pieno merito la storia, quella vera, dettata dalle fonti, da interpretazioni mirate e datazioni inoppugnabili. E’ la vicenda eroica di Sant’Ercolano, il vescovo difensore di Perugia, ucciso da Totila, divenuto simbolo di sacrificio in nome della libertà. A occuparsene con “Sant’Ercolano. La storia le chiese le feste“ – un volume, appena edito da Futura Libri, intenso, preciso, circostanziato – è Giancarlo Farina, non nuovo a queste imprese come quella legata alle mura etrusche della città. Un anello che si aggiunge, frutto di indagini precise, concatenazioni di eventi con studi brillanti a tal punto da divenire un esempio eccellente per far luce su tempi remoti. Il volume si avvale di una veste accurata, di una eleganza che induce alla lettura, grafica di qualità, immagini a colori di opere, anche ignorate, capolavori, suggerimenti visivi.
Si conosce a grandi linee la vita del santo. E qui si prende il volo: Ercolano come e perché, nomade dopo la morte attorno al 548, spoglie prima in un sacello nel luogo del martirio, poi accolte a san Pietro, a Santo Stefano del Castellare tra il 922 e il 936. a San Lorenzo nel 965, infine nella chiesa dedicata nel 1326. Documenti visivi del Bonfigli nella Cappella dei Priori e da qui una serie di rispondenza pittoriche e non solo, iconografie fino a reperti nella tomba di Benedetto XI a San Domenico e nella grande vetrata absidale. Giancarlo Farina di tutto rende conto in cinque capitoli con stile raffinato. Anche delle feste e dei giochi in onore di un santo amatissimo nei secoli.