Il giorno dei funerali di Astori. Il ringraziamento della famiglia sul nostro giornale

Firenze, 5 maggio 2018 - Una grande foto, Davide che sorride, un grazie scritto in maiuscolo, cinque righe nella parte bassa della pagina e tre firme lievi, discrete in un corpro tipografico più piccolo, come per non togliere spazio: famiglia Astori, Francesca e Vittoria. I genitori, i due fratelli, la compagna insieme alla bambina del capitano viola hanno scelto un messaggero di carta per rispondere all’inondazione di affetto che da ogni parte s’è riversata sulle persone più vicine a Davide.

Due mesi dopo la scomparsa di Astori, trovato senza vita nel suo letto nell’hotel friulano «La di Moret» la mattina della partita fra Udinese e Fiorentina, la famiglia di Astori ha scelto di parlare attraverso una pagina del nostro giornale, riservandosi uno spazio privato per comunicare ancora una volta il proprio grande dolore, ma anche il sentimento di gratitudine nei confronti di tutti quelli che hanno partecipato con la loro presenze, o in ogni altro modo possibile, al lutto che ha sconvolto tutto il mondo del calcio. Il messaggio della famiglia Astori si è concentrato sulla parola «grazie», ripetuta tre volte nel breve messaggio sotto la foto: «Grazie è una parola semplice ma unica, com’era Davide».

Sessabta giorni sono passati da quel 4 marzo e ancora alla morte del giovane atleta – che quattro giorni prima, insieme ai compagni, aveva superato i controlli medici semestrali previsti dalla Federcalcio – è associato il senso di una tragedia senza spiegazione. Se non quella medica già emersa nelle prime ore, subito dopo l’autopsia: causa di morte cardiaca, senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica, con congestione poliviscerale ed edema polmonare. I tempi per la consegna della relazione definitiva scadranno la prossima settimana e i due consulenti scelti dalla procura di udine, il direttore del centro di patologia vascolare dell’Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall’anatomopatologo professore di medicina legale all’università di Udine, Carlo Moreschi.

Spiega a «La Nazione» il dottor Antonio De Nicolo, procuratore capo di Udine: «I tempi per presentare la relazione dopo l’autopsia e gli esami più approfonditi scadranno la prossima settimana, ma non è escluso che i due specialisti chiedano una proroga. Per ora non abbiamo avuto notizie».