di Lisa Ciardi Corsi di studio pensati in stretta collaborazione con le aziende, in modo da permettere ai ragazzi di inserirsi subito nel mondo del lavoro. Sono quelli cofinanziati dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì. Ne abbiamo parlato con quattro ex studenti da poco usciti dall’Istituto Mita (Made in Italy Tuscany Academy) di Scandicci e dall’Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie della vita della Fondazione Vita di Siena. Samuele Meini, 22 anni, ha frequentato il corso Mita Engineering e ha conseguito quest’anno il diploma. Figlio d’arte (la famiglia ha un’azienda di pelletteria da oltre 40 anni, la Cuoieria fiorentina), ha deciso di iscriversi per portare valore aggiunto all’impresa che adesso gestisce: da studente è così divenuto...

di Lisa Ciardi

Corsi di studio pensati in stretta collaborazione con le aziende, in modo da permettere ai ragazzi di inserirsi subito nel mondo del lavoro. Sono quelli cofinanziati dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto Giovanisì. Ne abbiamo parlato con quattro ex studenti da poco usciti dall’Istituto Mita (Made in Italy Tuscany Academy) di Scandicci e dall’Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie della vita della Fondazione Vita di Siena.

Samuele Meini, 22 anni, ha frequentato il corso Mita Engineering e ha conseguito quest’anno il diploma. Figlio d’arte (la famiglia ha un’azienda di pelletteria da oltre 40 anni, la Cuoieria fiorentina), ha deciso di iscriversi per portare valore aggiunto all’impresa che adesso gestisce: da studente è così divenuto "azienda", accogliendo i ragazzi in stage. "Nella nostra azienda, che conta 80 dipendenti e 20 negozi monomarca in tutta Italia, è in corso un cambio generazionale: io, mia sorella e i miei due cugini. Ho scelto il Mita perché credo tanto in un percorso che riesca a collegare la formazione con gli aspetti più imprenditoriali: gli stessi professori sono tutti imprenditori e non c’è distacco fra teoria e pratica. Volevo poi un tipo di studio che mi potesse orientare verso i nuovi strumenti tecnologici che, per esempio, mia madre non usa. L’obiettivo è stato soddisfatto: sono uscito con competenze sul Cad e sull’uso di strumentazioni tecnologiche per la progettazione degli accessori di pelletteria. Ora, come azienda collaboreremo con il Mita per dare ai ragazzi un percorso di stage per poi assumerli". Chiara Maccelli, 21 anni, ha invece frequentato il corso Mi-tab dedicato alla specializzazione dell’accessorio metallico. Diplomata quest’anno con il massimo dei voti e, per la prima volta nella storia del Mita, anche con la lode, ha svolto lo stage in un’azienda di accessori ricevendo poi la proposta di inserimento nella stessa ditta, dove ora sta continuando a lavorare. "Venivo da un percorso totalmente diverso, avendo studiato relazioni internazionali per il marketing – dice –. Ho scelto il Mita perché era un percorso più pratico e alternativo all’università. Ho fatto sei mesi di stage con il Mita, più altrettanti di stage con l’azienda e da giugno ho iniziato l’apprendistato che durerà tre anni. Ho iniziato a lavorare talmente presto che ho dovuto prendere permesso per fare l’esame. Sono felice perché sto facendo quello per cui ho studiato, anche se mi è servito del tempo per entrare nelle dinamiche dell’azienda. Adesso sono al controllo qualità e al confezionamento degli accessori metallici e mi piace sempre di più".

Sonia Gorini, 25 anni, ha frequentato il corso Its della Fondazione Vita il cui oggetto era “tecniche per l’automazione dei processi farmaceutici“. "Obiettivo era avere un’infarinatura sui cicli produttivi di un processo farmaceutico. Il corso era diviso in 1200 ore in classe e poi in 800 ore di stage in azienda, che sono state un punto centrale del percorso. Ho svolto lo stage a Siena in GSK, nel reparto di manutenzione. Ho conosciuto tutto il ciclo produttivo e poi sono stata assunta a tempo indeterminato da un’azienda di consulenza, la Akka Italia, all’interno della business unit di ingegneria. Sono molto soddisfatta del percorso, anche perché Akka è una realtà che mi può permettere di spaziare tanto sia a livello geografico, con eventuali spostamenti, che di attività".

Filippo Benini, 21 anni, ha frequentato il corso Bioqualtech Vita. "Ho studiato chimica organica, chimica analitica, biologia molecolare e approfondito la conoscenza delle molecole attraverso nuovi strumenti. Inoltre ci siamo dedicati ad alcune materie come inglese e matematica, a livello molto avanzato, per poi passare a materie più specifiche come business, marketing, social media marketing. Il percorso è durato due anni fra studio teorico e stage di 800 ore in aziende chimico-farmaceutiche. Dopo lo stage sono rimasto in GSK".