Bernard Dika, Consigliere di Giani per l’innovazione e le politiche giovanili
Bernard Dika, Consigliere di Giani per l’innovazione e le politiche giovanili
"La priorità? Rivedere entro quest’anno il capitolo dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, rimodulando tirocini e apprendistato". Lo spiega Bernad Dika, consigliere del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sui temi dell’innovazione e delle politiche giovanili. Come sono stati il 2020 e il 2021 dal punto di vista dei ragazzi? "Molto difficili ovviamente, come d’altronde per moltissime persone. Va detto però che il periodo pandemico ha anche permesso a tanti giovani di rivedere le loro priorità, di dedicarsi a esperienze che probabilmente in tempi normali non avrebbero fatto. Ce lo hanno raccontato loro stessi negli incontri che abbiamo organizzato nei mesi...

"La priorità? Rivedere entro quest’anno il capitolo dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, rimodulando tirocini e apprendistato". Lo spiega Bernad Dika, consigliere del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sui temi dell’innovazione e delle politiche giovanili. Come sono stati il 2020 e il 2021 dal punto di vista dei ragazzi?

"Molto difficili ovviamente, come d’altronde per moltissime persone. Va detto però che il periodo pandemico ha anche permesso a tanti giovani di rivedere le loro priorità, di dedicarsi a esperienze che probabilmente in tempi normali non avrebbero fatto. Ce lo hanno raccontato loro stessi negli incontri che abbiamo organizzato nei mesi scorsi per fare il punto sul servizio civile in Toscana".

Quali obiettivi si pone Giovanisì nei loro confronti?

"Credo che la sfida sia rispondere ai loro bisogni e soprattutto aiutarli a realizzare i propri sogni. È un tema che non va più di moda perché ormai chi sogna viene classificato come qualcuno che perde tempo, che non porta risultati a casa, che non si impegna in modo concreto. Noi, al contrario, crediamo che le nuove generazioni abbiano bisogno di sognare. Giovanisì, che ad oggi ha dato opportunità concrete a oltre 380mila giovani, serve proprio ad aiutarli a realizzare qualcosa che sia più vicino possibile al loro sogno".

Ci può fare qualche esempio concreto?

"Per esempio il caso di una ragazza toscana che aveva il sogno di recuperare l’azienda agricola creata dal padre arrivato dal Sud Italia molti anni fa. Riscattarla per lei non era facile visto l’impegno economico richiesto. Grazie al bando per l’imprenditoria agricola di Giovanisì ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto di 30mila ed è riuscita a centrare l’obiettivo. E ancora una ragazza che volendo specializzarsi nel settore della nautica, dopo vari tentativi andati male ha trovato la sua strada all’Istituto tecnico Superiore di Viareggio".

In questi mesi si è parlato molto di una minore disponibilità dei giovani a svolgere determinati lavori, camerieri in primis, cosa ne pensa?

"Spesso mancano persone per lavori non adeguatamente pagati o che comunque richiedono un impegno che i ragazzi ritengono sproporzionato sia rispetto al compenso che alle prospettive. Credo che si debbano tutelare di più i lavoratori, in particolare i giovani, anche incentivando strumenti per favorire la stabilità dell’occupazione".

In che modo?

"Per esempio stiamo avviando una riflessione importante sull’apprendistato che permette ai ragazzi di avere un vero e proprio contratto di lavoro e di stare in azienda per tre anni. Dopo un periodo così lungo è più facile che l’imprenditore assuma un dipendente, se i risultati sono stati buoni. In questi anni, come Regione Toscana abbiamo investito molte delle risorse di questo capitolo di spesa nei tirocini che durano sei mesi, estendibili a un anno. Ora vogliamo sostenere di più l’apprendistato, iniziando un percorso con le categorie economiche e i sindacati per rivedere questi strumenti e trovare risposte più adeguate alla crisi legata alla pandemia".

Qual è secondo la vostra percezione il maggior bisogno dei ragazzi?

"Non esiste un bisogno ma tanti bisogni e questo è un tema che abbiamo ben presente. I ragazzi devono essere sostenuti e tutelati nel percorso di studio, nell’inserimento nel mondo del lavoro e nella casa, tassello fondamentale per l’autonomia. Su questi tre temi però ognuno ha esigenze e tempi diversi".