
Giovanni Atzeni detto Tittia: originario della Sardegna, di Nurri. Sono 41 i Palii corsi, di cui 11 vinti
Siena, 30 agosto 2025 – Tittia, sui social dopo l’Assunta hanno scritto che sei ’il male del Palio’ e che comandi tutto.
«Ho seguito poco o niente, dopo il Palio stacco la mente. Non ho i social, in casa nessuno. Neppure Mattia. Chi dice che sono la rovina deve sapere la verità: mi sento molto fortunato perché negli ultimi anni ho trovato Contrade che fanno il Palio a 360 gradi di cui sono uno dei punti di riferimento. Quindi tutto quello che si vede, non so a cosa si riferiscono, è frutto del lavoro delle Contrade. Basta osservare, negli ultimi dieci Palii corsi, cosa è successo. C’è un filo conduttore. Perché mi vogliono dare tutto questo potere? Non ce l’ho. Alla fine, ’sparando’ così, mi rafforzano».
C’è anche chi dice che questo fango viene sparso da chi non può ’arrivare’ a Tittia.
«Negli anni sono sempre riuscito a comportarmi super perbene con tutti, anche con chi non riesce a montarmi. Perché ho una parola sola e ottimi rapporti con 17 Contrade. Chi vive il Palio da dentro sa come stanno le cose e come mi comporto. Dicono anzi che sono uno dei più corretti: ne vado orgoglioso».
Non hai vinto ad agosto ma a Nurri sei una celebrità: hanno scritto persino una canzone per Tittia.
«Sì, me l’ha inviata babbo. Molto bella. Siamo un piccolo paese di 2mila abitanti, ci si conosce tutti».
Diodoro era meglio che a luglio?
«E’ così. Una scelta giusta quella di andare nel Leocorno, per me una Tratta semplice. Mai avuto dubbi, anche per impegni presi negli anni. Stracontento della decisione, la ripeterei mille volte. La Contrada è stata stupenda, sebbene non fosse un Palio semplice. Prova generale speciale. Non s’è vinto ma l’accoglienza al rientro è stata una mezza vittoria, se posso definirla così».
Scompiglio ha detto che Diodoro era più forte, anche di Anda.
«A cose fatte è facile commentare. Ce l’ho a casa, mi garbava ma lo mettevo sullo stesso livello degli altri due. Voglio dare grande merito alla stalla, ai ragazzi di scuderia per come si è comportato. Galoppava di più? Vediamo in futuro».

Quindi si riprende?
«Per me sì, è anche un bene per la Festa».
Le rivali non si guardano più?
«I tempi sono cambiati, prima di tutto. E poi scusa, fino a qualche giorno fa dicevano ’i fantini big non si vogliono ritrovare nelle rivali’. Ora cosa rispondono? Non se ne parla più? Io e Scompiglio ci siamo confrontati, il destino ha deciso così per come sono andati i cavalli e per i rapporti, nessuno dei due si è tirato indietro. E’ stato un Palio impegnato, ho passato 4 giorni di paura».
La mossa l’ha data Tittia?
«Se vai a vedere il canapo hanno fiancato tutti molto bene e c’è anche chi è partito prima di me. Mi ricollego al discorso che ci sono Contrade che fanno il Palio e che una volta danno e una ricevono. Questa volta ho trovato dei vantaggi. Ma non lo faccio io quanto i dirigenti delle Contrade che fanno un bel gioco dove non sempre arriva la vittoria. Ma grazie a questo gioco negli ultimi anni ho vinto tanto e con me le Contrade vicine».
Velluto e Gingillo ti guardavano?
«Io stavo attento alla mia posizione, mi guardavo dalla Civetta. Nonostante il nono posto Jonatan mi ha curato sempre. Non sono stato ad osservare loro due».
Era da annullare?
«Dopo 50minuti... era una mossa strabuona».
Ora si mette in dubbio Bircolotti.
«Una scelta che sta alle Contrade. Penso che sia super-competente, con lui è difficile succedano incidenti. Il canapo non fa mai l’elastico, ricordi com’era prima? Abbiamo cavalli sempre più pronti per cui dovranno fare un’attenta riflessione su chi puntare. Nemmeno una fotocellula riesce a dare una mossa perbene. Per me è fortissimo, ha un occhio che in pochi posseggono».
Velluto, non è stato semplice superarlo.
«Dino si presenta da sé. E’ bravo, nel 2024 ha fatto il fenomeno, ora ha rifatto molto bene. Sapendo che Diodoro poteva avere un terzo giro fortissimo, per il primo abbondante mi sono detto ’studiamo l’errore di chi ho davanti’, avendo mezza marcia in più. Come c’è stato un piccolo errore l’ho sfruttato. Dino bravissimo... Giovanni più bravo».
L’ultimo Casato?
«Ho tentato il tutto per tutto trovando davanti Gingillo che da diversi Palii faceva benissimo anche con non primissimi cavalli. Non ha sbagliato niente».
Viso com’è rientrato?
«Dopo luglio, l’avevo detto, che aveva fatto un cambiamento importante ma non mi attendevo che potesse competere con Anda e Diodoro. Dino ha fatto piccoli accorgimenti, la stalla l’aveva avuto nel 2024. Un bel vantaggio».
Il capitano della Tartuca, l’8 agosto, disse a La Nazione sulla possibile monta di Tittia: «Se vuole venire per fare cappotto viene con l’idea giusta. Però se viene lo decido io e non lui».
«Dai vediamo il futuro (ride scherzando, ndr)».
Cersosimo ha fatto diverse prove, il 18enne Minucci bravo su Zenis nella prima. Nuovi volti.
«Un ragazzino che si è fatto vedere, Diego. Alessandro sono anni che fa la provincia e si è comportato strabene. Condivido una prima prova sì ma, magari, non portarli troppo alla lunga e fargli credere poi com’è successo a Cersosimo».
Sei arrivato a Siena nel settembre 2002: in questi 23 anni di carriera con 41 Palii corsi e 11 vinti, la cosa più utile sin dall’inizio?
«Ti dico la verità: 40 anni nel 2025. Nel Palio non si finisce mai di imparare però questa stagione mi sono sentito completo, pronto ad affrontare ogni situazione. Anche mentalmente. Ci sono voluti 23 anni di carriera ma sento che c’è tutto. Si può affrontare ogni cosa ed arrivare a qualsiasi risultato. E’ ciò che ho provato».
A luglio hai ricevuto favori restituiti ad agosto?
«Non vedo favori a luglio... Mi sono sempre comportato bene con chi mi dà fiducia e mi sostiene. Con chi mi vuole bene».
Vacanze?
«Due giorni e mezzo con Ilaria e Mattia al Giglio, poi vediamo dopo la cena della vittoria».
Tittia e Gingillo saranno i contendenti del 2026?
«Penso che io e Giuseppe siamo due punti di riferimento importanti. Posso scegliere per primo in tante situazioni, lui in altre. Da qui a vincere il Palio insegna che è sempre difficile. Si parte da favoriti, comunque».
Il 13 giugno 2026 Mattia diventa maggiorenne.
«Si leverà qualche piccola soddisfazione, se vuole fare le prove di notte, la Tratta. Vuole fare questo? Sì».