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29 mag 2022

Becheroni star, dal mondiale alla bistecca

L’ex pilota di Yamaha, Suzuki e Honda correva con Graziano Rossi, ora ha un ristorante meta dei campioni quando passano dal Mugello

29 mag 2022
riccardo galli
Sport
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto
La Rolls Royce con cui arrivò Barry Sheene, Becheroni è in piedi di fianco all’auto

di Riccardo Galli

Calenzano, una manciata di chilometri da Firenze. E un’altra dal circuito del Mugello. E’ qui che il venerdì sera, il venerdì che accende lo stand.by in attesa di ogni Gp, il mondo del motociclismo si dà (e si è dato) appuntamento.

Ci sono stati – e spesso ci tornano – Capirossi, Reggiani, Cadalora, ma anche Graziano Rossi e via via gli eroi di ieri e i protagonisti di oggi, al tavolone che Leandro Becheroni apparecchia nella sua trattoria quando spento il motore delle prove libere, il Motomondiale non vuole rinunciare a una bistecca e ovviamente un bicchiere di Chianti.

"E’ come ritrovarsi fra vecchi amici e in mezzo a una miriade di ricordi non posso non raccontare la sorpresa più strana – sorride Becheroni –. Me l’ha combinata un giorno, quel giorno, Barry Sheene. Lo vidi arrivare qui a bordo di una Rolls Royce... Sì, in queste stradine della provincia di Firenze, spuntò Barry Sheene con la sua Rolls con tanto di targa personalizzata. La ricordo ancora ovviamente. Era: BRS7, dove il 7 era il numero che aveva sul cupolino".

Follìe in diretta dal mondo del motomondiale. Aneddoti unici.

Agli "Alberi" (questa l’insegna del ristorante) di Becheroni sono passati davvero tutti. Un’occhiata alle pareti per vedere Leandro accanto a Giacomo Agostini, con Freddie Spencer e Randy Mamola.

"Ricordo bene – sono ancora sue parole – quella volta che Agostini, ormai ospite al paddock e non più protagonista in pista, venne da me in vista della gara del Mugello. Al mattino avrebbe dovuto raggiungere il circuito con uno scooter che gli avevano fatto avere per evitare il traffico. Ma lo scooter non partiva. Gli dissi: andiamo su con la mia moto, una MV F4 312. Ok, andiamo, mi rispose, ma voleva essere... il passeggero. No, no, gli dissi: io che guido una moto e Agostini che sta dietro? Non esiste. Sorrise e guidò lui. La Leggenda che porta me e la mia MV al Mugello, che spettacolo".

I ricordi di Becheroni sono cento, mille, probabilmente infiniti, anche perché lui, in moto, ha corso fino a mettersi in sella anche nel Mondiale. Accadde nel 1978, nella classe 500, al Gp del Venezuela. Debutto assoluto e subito a punti. Un sogno.

Sogno che lo porta ad essere pilota (sopratutto) Suzuki ma anche Yamaha e infine Honda.

"E nel 1978 – ricorda Becheroni – ero nel team con il babbo di Vale, Graziano Rossi. Il team era quello di Gallina, la moto, una Suzuki. Il rapporto con Graziano fu un rapporto... vero. Ma poi, quando lo rivedo rivale e non più compagno di squadra... beh non potrò mai dimenticare una foto che mi fa ancora male: il risultato alla 200 miglia di Imola, nel 1982. Fu una battaglia di 320 chilometri. Io arrivai quarto, con lui sul podio, terzo".

"Per quanto persi la posizione su Rossi? Due secondi, appena due secondi dopo aver percorso 320 chilometri".

Il Mugello ruggisce di nuovo, qualche chilometro più in là dagli "Alberi", Becheroni sorride. Sì, è qui, da lui, la festa.

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