
La maglia celebrativa della vittoria contro la Nazionale italiana
Il 2024 celebra il trentesimo anniversario di quello che può essere considerato il più importante avvenimento dal punto di vista mediatico vissuto dal Pontedera nella sua storia. Un avvenimento, per la precisione una partita, che ha letteralmente fatto conoscere la squadra granata in tutto il pianeta: la vittoria per 2-1 in amichevole sulla nazionale di Arrigo Sacchi che a Coverciano si stava preparando per i mondiali negli Usa. Era il 6 aprile 1994. L’eco di quel clamoroso successo, sancito per la squadra del presidente Luciano Barachini e allenata dall’emergente Francesco d’Arrigo dalle reti di Rossi e Aglietti nel primo tempo (Massaro per gli azzurri nel secondo), fece il giro del mondo grazie agli organi di informazione, tv e giornali, con la Gazzetta dello Sport che titolò in prima pagina un memorabile "Ai mondiali il Pontedera". Titolo che, dopo un sondaggio fatto tra i tifosi nei mesi scorsi, caratterizzerà la maglia da gioco di quest’anno di capitan Espeche e compagni. Ma la storia del Pontedera ha vissuto anche altri episodi che hanno segnato sul piano sportivo la vita del club. Davanti a tutti c’è senz’altro la conquista dell’unico trofeo internazionale: la coppa Anglo-Italiana, nota anche come torneo Anglo-Italiano, competizione calcistica tra club italiani e inglesi, svoltasi dal 1970 al 1996. I granata, allenati da Giorgio Canali, la conquistarono l’1 maggio 1985 battendo 2-1 in finale, e in campo avverso, il Livorno, con reti di Ciardelli e Brandolini.
Altro evento ancora nel cuore dei tifosi pontederesi, il recente spareggio di Lecce dell’11 maggio 2014. Era la prima volta che i granata, guidati da Paolo Indiani, partecipavano ad un play off per la Serie B, e nello stadio di Via del Mare i favoriti giallorossi locali la spuntarono solo ai calci di rigore ad oltranza, 8-7, dopo lo 0-0 dei 120’ di gioco. E ancora si possono ricordare, in ordine sparso, la squadra arrivata seconda dietro all’Anconitana Bianchi nel campionato di Serie C 1936-37, una squadra considerata fortissima, oppure quella dei 99 gol segnati nel campionato di Promozione toscana 1949-50 che lanciò direttamente in Serie A campioni come Ettore Mannucci, a cui è stato intitolato lo stadio cittadino, e Vasco Puccioni. Oppure la "promozione dell’alluvione" (in Serie C) nel 1967, quella del calcio-spettacolo in C1 del 1993-94, e quella in Prima divisione nel 2012-13 con i gemelli del gol Grassi-Arrighini. Ma anche la cinquina di Stefano Scappini in Lupa Roma-Pontedera 2-5 del 17 ottobre 2015 in Lega pro, la partita-record Pontedera-Sorso 9-3 del 23 aprile 1989 in C2, o la gara dei sedicesimi di finale di Coppa Italia dell’8 dicembre 1937 persa 3-1 contro la Roma di Monzeglio, Serantoni e Bernardini soltanto ai tempi supplementari e disputata in un campo sportivo Marconcini gremito, come riportano i tabellini dell’epoca, da quasi 5.000 spettatori.
Stefano Lemmi