Giotto, "Santo Stefano" (dettaglio), 1330-1335 circa, tempera e oro su tavola
Giotto, "Santo Stefano" (dettaglio), 1330-1335 circa, tempera e oro su tavola

Coloro che non hanno fatto in tempo a visitare la mostra "Dante e Giotto. Dialogo e suggestione" avranno di che esultare: visto il grande successo riscontrato, infatti, l’evento è stato prorogato e sarà quindi possibile accedervi fino al prossimo 23 gennaio. L’appuntamento è al Museo Amedeo Lia di La Spezia. L’esposizione, curata da Andrea Marmori e Francesca Giorgi e promossa dal Comune della Spezia, si inserisce nelle celebrazioni dantesche, ponendo a confronto la produzione letteraria del Sommo Poeta, a fondamento dello sviluppo della lingua e della cultura italiane, e i testi figurativi contemporanei, dove Giotto è il campione di una rivoluzione lenta ma dirompente che porta l’immagine a dire parole universali. In occasione delle celebrazioni dedicate a Dante in corso nel 2021, l’Amministrazione Peracchini intende onorarne la memoria nel Museo A. Lia attraverso il confronto e il paragone tra la produzione letteraria, a fondamento dello sviluppo della lingua e della cultura italiane, e i testi figurativi contemporanei, dove Giotto è il campione di una rivoluzione lenta ma dirompente che porta l’immagine a dire parole universali. Una mostra davvero preziosa che vale assolutamente la pena visitare approfittando della proroga. In assoluto uno degli eventi più interessanti organizzati nella città ligure.

Al CAMeC
Riflettori su Jacques Toussaint: Arte e design nel Golfo dei poeti
Fino al 27 febbraio il CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, ospiterà la mostra monografica Jacques Toussaint – Arte e design 1967|1987, a cura di Giosuè Allegrini e Marzia Ratti, con circa sessanta opere dell’artista-designer francese, residente in Italia ormai da più di cinquant’anni. L’esposizione documenta il lavoro prodotto da Toussaint nel ventennio di soggiorno a Lerici tra gli anni Sessanta e Ottanta, nel vivacissimo clima culturale del famoso borgo ligure, frequentato da personalità della cultura e dell’arte come Attilio Bertolucci, Valentino Bompiani, Silvio Coppola, Vico Magistretti, Giorgio Soavi, Mario Spagnol, Mario Soldati. L’esposizione sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 11 alle ore 18 (chiuso il lunedì).

La civiltà longobarda come non l'avete mai conosciuta
Dove / L’appuntamento è a Palazzo Casagrande, a Campello sul Clitunno
Spostandosi verso l’Umbria, ecco un’altra interessante mostra tutta da vedere. è quella ospitata da Palazzo Casagrande, a Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia, ed è tutta dedicata alla ricostruzione, sulla base di dati archeologici, della vita dei longobardi. Che cosa facevano? Come passavano le loro giornate? In che cosa eccellevano? Questi quesiti e tanti altri troveranno risposta in questa mostra, un racconto attraverso tessuti, monili e abiti prodotti da questa straordinaria civiltà che ancora oggi attira la curiosità di molti appassionati, e non solo. L’evento, intitolato proprio "Trame longobarde. Tra architetture e tessuti", propone una accurata lettura delle tecniche antiche di tessitura attraverso la ricostruzione di tessuti e telai in uso tra il sesto e l’ottavo secolo dopo Cristo. Insomma una mostra davvero molto particolare, una vera chicca per chi ha amato il popolo longobardo, un popolo vivace, dinamico e dalle molteplici abilità. La mostra è curata da Giorgio Flamini e Glenda Giampoli con il confronto scientifico di Donatella Scortecci. Una mostra di grande valore scientifico, didattico e sociale. è visitabile fino a domenica 20 febbraio 2022, un appuntamento assolutamente da prendere al volo se passate da Perugia e dintorni. Per maggiori informazioni potrete scrivere all’indirizzo mailufficio.comunicazione@comune.campello.pg.it.

Perugia: 20 opere della Galleria Nazionale dell’Umbria esposte a Palazzo Baldeschi
Fil rouge / Un focus su alcuni aspetti e sui protagonisti della pittura del Seicento
Palazzo Baldeschi al Corso a Perugia ospita la mostra "#Incursioni", che presenta una selezione di 20 opere provenienti dalla Galleria Nazionale dell’Umbria in dialogo con quelle delle raccolte d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Un progetto importante che conferma la propensione della Fondazione e della Galleria Nazionale dell’Umbria a lavorare in rete con le altre Istituzioni, rafforzando il ruolo che i musei hanno nella vita culturale, al fine di promuovere e valorizzare un’idea condivisa di fruizione del patrimonio artistico da offrire ad una platea il più ampia possibile. Le scelte espositive sottolineano i rapporti fra le opere e gli artisti presenti nelle due collezioni e la varietà dei generi pittorici, con la possibilità di mostrare al pubblico, in un contesto diverso, le opere più rappresentative della collezione moderna della Galleria Nazionale dell’Umbria, previste nel nuovo percorso espositivo, i dipinti conservati nei depositi e alcuni disegni, di solito non fruibili per chiare esigenze conservative. Il fil rouge è quello di un focus, nella direzione già avviata dagli studi dedicati alla pittura del XVII e del XVIII secolo in Umbria e da alcune recenti esposizioni, su alcuni aspetti e protagonisti della pittura del Seicento, con alcuni sconfinamenti nel Settecento e nel Barocco romano. Seguendo il percorso che si snoda nelle sale di Palazzo Baldeschi e le scelte museografiche della collezione permanente della Fondazione, le prime due 'incursioni' cambieranno l’aspetto della Sala dei paesaggi. Qui le due opere di Giacinto Boccanera dedicate a episodi dell’Antico Testamento saranno messe in relazione con altrettanti dipinti dedicati a episodi delle vite dei santi, mentre i bellissimi paesaggi di Pietro Montanini di proprietà della Fondazione dialogheranno con due dipinti di soggetto sacro della GNU in cui è comunque il paesaggio a essere il vero protagonista.