Palpava le donne durante le visite, caso in Cassazione: rischia il carcere

Il medico era stato condannato in appello a 5 anni, 5 mesi e 10 giorni. Ieri l’udienza, si attende il pronunciamento

La Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione

Siena, 22 marzo 2024 – Sarà la Corte di Cassazione a pronunciare l’ultima parola su una delle vicende giudiziarie più delicate della nostra provincia. Quella di un ex medico dell’Inps, 71 anni, di Sinalunga, accusato di violenza sessuale per aver messo le mani addosso, palpeggiandole, ad alcune donne che andavano da lui chiedendo per sé un sostegno da parte dell’istituto oppure accompagnavano alla visita un loro caro in difficoltà. Il dottore, che è difeso dall’avvocato Alessandro Buonasera, era stato condannato in primo grado a Siena a 9 anni, con interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Corposo anche il capitolo del risarcimento danni. Dieci i casi (9 le parti civili) al centro del dibattimento nel corso del quale era emerso che le vittime del medico erano persone psicologicamente deboli, con invalidità in famiglia. Chi madre di un bambino fragile, chi con il marito affetto da sla. Molte avevano timore di non essere neppure credute. Nell’ottobre 2019 il dottore venne assolto dall’accusa di concussione e, come detto, condannato per i palpeggiamenti. «La repentinità dell’azione – disse all’epoca il suo difensore – era frutto di una pulsione momentanea ma non c’era collegamento con le pratiche amministrative». Legate alla concessione di invalidità e inabilità previdenziale.

Il sanitario aveva fatto ricorso in appello contro la sentenza e l’udienza si era celebrata nel 2023. I giudici rideterminarono la pena accogliendo in parte le ragioni del medico con particolare riferimento alle attenuanti: 5 anni, 5 mesi e 10 giorni la condanna. Un pronunciamento contro il quale è stato presentato ricorso per Cassazione. Il caso è stato analizzato proprio ieri e si attende la decisione che sarà comunicata all’imputato e alle parti civili, una delle quali assistita dall’avvocato Maria Teresa Fasanaro sin dalle prime battute dell’inchiesta. Il rischio, qualora non venisse accolto il ricorso e dunque confermata la pena, è che per il dottore si aprano le porte del carcere in quanto diventerebbe immediatamente esecutiva. Anche se andrebbero scalati i mesi che ha trascorso ai domiciliari.