Siena, 10 gennaio 2016 - NELLA PROGETTAZIONE degli eventi cittadini, estivi e invernali, cambia tutto prima ancora di iniziare: fuori il Consorzio Il Campo che aveva vinto il bando comunale, dentro l’associazione culturale pratese Fabbrica d’Opera, arrivata seconda e ora ripescata.

Facciamo ordine. Lo scorso aprile il Comune di Siena lancia un bando per «promuovere e sostenere eventi che rappresentino occasione di intrattenimento, incontro e aggregazione e nel contempo costituiscano una forma di valorizzazione della città»: tre anni di incarico, un contributo di 50mila euro totali da aggiudicare al ribasso e la richiesta di organizzare otto eventi ogni anno – «in Piazza del Campo e in zone limitrofe del centro storico (escluse Piazza Iacopo della Quercia e Piazza Duomo, già affidate all’Opera Metropolitana) tra cui due obbligatoriamente in estate, tre con la partecipazione di artisti «di rilevanza nazionale o internazionale» e, naturalmente, il Capodanno.

CHIARO lo scopo: ‘appaltare’ a soggetti terzi l’intrattenimento cittadino, mirando al co-finanziamento in un momento in cui gli enti locali, tutti, hanno inderogabile necessità di reperire risorse esterne, non potendo più fare affidamento sulle sole proprie spalle, né sui ‘soldi facili’ delle sponsorizzazioni passate. Piatto ricco, mi ci ficco? Non proprio. Il Consorzio – che raccoglie alcuni commercianti della Piazza e che si presenta con la società Claridea di Certaldo – vince il bando ma l’idillio dura poco: appena Alberto Querci subentra come presidente al dimissionario Andrea Bellandi l’accordo va a carte quarantotto. Un contratto ritenuto «inadeguato» e un progetto «anti-economico» non convincono il neo-presidente, così il 29 settembre il Consorzio rinuncia formalmente e si chiama fuori. Il Comune deve correre ai ripari, ma c’è solo un altro pretendente alla mano senese ed è, appunto, l’associazione Fabbrica d’Opera. Anche i pratesi, però, prendono tempo: formalmente perché due mesi scarsi non sono sufficienti a organizzare un Capodanno come si deve. Cala il silenzio nel ‘vuoto’ autunnale e il bando ricompare solo a fine anno, quando una determina comunale (n. 1958 dell’11 dicembre) formalizza il passaggio – per un ribasso del 6 per cento e una compartecipazione comunale pari, quindi, a 47mila euro – all’associazione pratese. Che, tuttavia, il contratto non lo ha ancora firmato: il presidente Riccardo Rami è impiegnato all’estero, dovrebbe arrivare a Siena la prossima settimana.

RAMI è un vulcanico designer del tessile, nonché partner di John Malkovich nell’Opificio Jim, eccentrico locale pratese a metà strada tra un ristorante, una boutique e uno spazio espositivo. Fabbrica d’Opera è una delle sue creature, ma di lei su Internet c’è ben poco. Si sa che finora si è impegnata soprattutto nella produzione e valorizzazione dell’opera lirica, ad esempio con l’allestimento di tre rappresentazioni con il Comune di Prato all’epoca dell’amministrazione guidata da Roberto Cenni (già patron del gruppo Sasch), una recente consulenza artistica con il Teatro del Popolo di Colle che ha messo in scena la Turandot ad aprile e una rassegna jazz che dovrebbe partire, a Prato, a febbraio. Il programma stilato per Siena, al momento, resta protetto da un grande riserbo «finché non sarà formalizzata la collaborazione con il Comune», ma sembra di capire che ci sarà spazio per attività diverse e variegate, tra cui anche il commercio locale e regionale o gli artisti di strada. Per i dettagli, bisogna attendere.