"Wine&Siena, basta Pellegrinaio. Bel dibattito sul Santa Maria. Pronti a progettare il recupero"

Il sindaco Nicoletta Fabio: "Troveremo altri spazi con gli organizzatori della kermesse. Pinacoteca un sogno tramontato, il deposito d’arte sta nascendo. L’idea del cine-auditorium".

"Wine&Siena, basta Pellegrinaio. Bel dibattito sul Santa Maria. Pronti a progettare il recupero"
"Wine&Siena, basta Pellegrinaio. Bel dibattito sul Santa Maria. Pronti a progettare il recupero"

"La Sala del Pellegrinaio non è la Fortezza da Basso di Firenze o la Leopolda, il Santa Maria non è particolarmente adatto alle fiere. Non amo nemmeno questo eccesso di snobismo, questi attacchi con il sopracciglio alzato di chi guarda solo ai progetti del passato per lo Spedale. La mia volontà è che nel 2025 Wine & Siena trovi spazi diversi dal Pellegrinaio per i suoi stand. Ne ho parlato da mesi con gli organizzatori, ci vedremo per trovare un accordo". Il sindaco Nicoletta Fabio fa notare solo en passant che la delibera che aveva concesso alla kermesse "l’uso del Pellegrinaio e altri spazi è di febbraio 2023, mi sono trovata di fronte al fatto compiuto. Ho proposto altre soluzioni, ma negli spazi per il Wine & Siena 2025 non potrà esserci il sesto piano di Palazzo Squarcialupi, già prenotato per una nuova mostra. Come quest’anno, con la mostra di Melotti su Calvino, che non si poteva smontare e rimontare per 5 giorni. Vanno trovate sale diverse dal Pellegrinaio, oltre alla San Pio. Ne parleremo con Stefano Bernardini e gli organizzatori, penseremo a transiti nella Sala e perfino a visite con guide per buyers e ospiti di Wine & Siena. Ma non ci saranno stand e degustazioni".

E’ il primo annuncio di ciò che accadrà al Santa Maria della Scala nel futuro prossimo. Perché il sindaco Fabio ha accolto con estremo piacere l’apertura di un dibattito partecipato e di alto livello sul recupero dello Spedale e sul progetto Canali che va aggiornato. "Sottoscrivo molto di quanto ha detto l’ex direttore Pitteri su La Nazione, a partire dal fatto che la Pinacoteca Nazionale non sarebbe mai andata al Santa Maria. Quel sogno è tramontato da anni, se ne facciano una ragione i nostalgici. Quello che Pitteri non sa è che negli spazi che Canali aveva destinato a ristorante sul Fosso di Sant’Ansano, sta nascendo un magazzino-deposito di opere d’arte. Ci sono gli ascensori che collegano con gli altri piani, è il luogo adatto per ciò che nel progetto mancava".

Altri tasselli stanno andando al loro posto. "Quando sarà lanciato il bando per il nuovo Conservatore - rivela il sindaco Fabio - inseriremo il deposito d’arte nel progetto complessivo. La scelta del Conservatore sarà molto più celere del presidente e del direttore. Alla nuova figura toccherà studiare tutto quello che c’è dentro il Santa Maria, in quei 380mila metri cubi di volumi, recuperati solo a metà".

Vuole varare un altro concorso internazionale di idee per rivedere il progetto Canali?

"Me lo sta proponendo lei. Ci possono essere altre strade per aggiornare il progetto di insieme su tutti gli spazi del Santa Maria. Ricordandosi, però, che servono tanti soldi per completare le opere. Pitteri parla di 30 milioni di euro. Vanno trovati mecenati, nuovi soci per la Fondazione. Ma sono contenta che il dibattito si sia riacceso".

Come valuta l’idea di progettare un cine-auditorium al piano sopra la Sala San Pio?

"Mi sembra un’idea intrigante, piaceva anche a me e l’ho confessato ai miei collaboratori. Non l’ho detto alla direttrice Valdambrini, lo leggerà ora".

Lo statuto assegna poteri decisionali all’amministrazione, al presidente e al cda...

"Finché l’unico socio della Fondazione Santa Maria resta il Comune, sarà così. Ma io spero che entrino altri in consiglio, investitori pronti a scommettere sul futuro. Voglio dialogare con le imprese, le banche, le categorie, coinvolgere le associazioni culturali anche sulla progettazione. I nuovi soci eventuali devono essere coinvolti subito".

Quando comincerà a istituzionalizzare il dibattito sul recupero?

"Ho preparato gli atti di indirizzo per il nuovo consiglio d’amministrazione e per il presidente Cristiano Leone. Il primo passo sarà la discussione in Commissione Cultura, convocata il 23 febbraio. In quell’occasione sarà presente anche Leone. In questi mesi ho raccolto un’infinità di consigli e pareri sul Santa Maria. Ognuno ha una sua idea, vorrebbe metterci qualcosa. Ma non sarà il deposito per cose che non trovano posto altrove".

Un’idea che porterà avanti?

"Il museo sullo Spedale. Il Santa Maria è stato luogo di cura per mille anni. Va raccontato, anche grazie alla strumentazione medica che era in quei reparti".

Un patrimonio storico?

"Sì, oggi è custodito a San Miniato, nei magazzini dell’Università. Da mesi parlo con il rettore per portare i reperti al Santa Maria. Non centinaia di bisturi, ma una selezione mirata. Il museo dello Spedale potrebbe trovare posto nelle Sale Chirurgiche, sempre ai piani superiori. Vanno recuperate per un’esposizione permanente".

Abbiamo trovato un futuro per almeno 50mila metri cubi.

"Voglio riaprire anche l’ingresso storico del Santa Maria. Non mi piace che si debba entrare a Palazzo Squarcialupi, la Collezione Spannocchi non è valorizzata a dovere".

A proposito di collezioni, che cosa sa delle 400 opere della mecenate veneta?

"Sono custodite nel caveau del Monte dei Paschi, è un argomento oggetto di una trattativa con la signora. Meglio riparlarne dopo gli incontri".